Interessante, gradevole e intelligente, questa Peugeot "206 CC" (la doppia "C" sta per coupé/cabriolet) è un esempio unico di "piccola" in grado di offrire quelle soluzioni esclusive che sinora sono state appannaggio di vetture molto costose, come la Mercedes "SLK". Da coupé "2+2", si trasforma, in pochi secondi (circa trenta) in una riuscita cabriolet grazie al geniale sistema di scomposizione del tetto: basta sganciare due fermi sul parabrezza, premere un pulsante e il gioco è fatto. D'ingombri contenuti (è lunga 3,8 metri, più o meno come una Fiat "Punto"), la "206 CC" non si discosta molto dalla versione chiusa che l'ha ispirata, almeno nella parte anteriore. Dal parabrezza in poi, invece, è tutta nuova (soprattutto per quanto riguarda la coda, necessariamente più voluminosa) e anche la resa aerodinamica è stata studiata più a fondo.
Su strada, mantiene la guidabilità e la maneggevolezza tipiche della altre "206", con un comportamento abbastanza nervoso. Buona la tenuta di strada, un po' meno la reazione ai bruschi rilasci dell'acceleratore, che la portano ad allargare con decisione le traiettorie.
Due i motori disponibili, entrambi a benzina e con distribuzione a sedici valvole: un "1600" da 80 kW (110 CV) e un entusiasmante "2000" da 100 kW (136 CV), che spinge forte sino ai 7000 giri al minuto.
In vendita dall'inizio del 2001, a prezzi che partono da 32,3 milioni di lire.