Arriverà entro la fine dell'estate la "407", station e berlina, col "2200" doppio turbo da 170 CV, novità assoluta nel campo dei motori turbodiesel a quattro cilindri.

Il sistema di sovralimentazione prevede due turbine di uguali dimensioni parallele al collettore di scarico, che intervengono in modo sequenziale. All'inizio agisce un solo turbo, che viene affiancato dal secondo a partire da un regime compreso tra i 2600 e 3200 giri a seconda delle condizioni di utilizzo.

In questo modo la sovralimentazione inizia molto prima di un turbo convenzionale e "allunga" ben oltre i normali regimi: si possono tirare le marce addirittura fino a sfiorare i 5000 giri. Questo miglior sfruttamento del motore, oltre a garantire risposte più omogenee e ad annullare i tipici ritardi, favorisce un significativo contenimento dei consumi: la Casa francese dichiara percorrenze di oltre 16 km/litro di gasolio nel ciclo misto ed emissioni ridotte di CO2: 160 g/km.

La camera di scoppio di nuovo tipo e un common rail di ultima generazione (pressione di alimentazione a 1800 bar) sono le altre innovazioni tecniche introdotte sul quattro cilindri frutto della collaborazione tra il Gruppo Psa e la Ford. Al nuovo motore è stato affiancato un cambio manuale a sei marce apprezzabile per precisione e rapidità, ma con una scelta di rapporti piuttosto lunga: la spinta in sesta marcia a 1300 giri è comunque piuttosto buona e diventa persino consistente superata la tacca dei 1500 giri. Poi la progressione è regolare sino alla zona rossa del contagiri.

Tutto ciò si traduce in una sorprendente piacevolezza di guida. Cala anche la rumorosità. Per il resto, a parte le prestazioni che sono ovviamente migliorate rispetto alla versione col turbo singolo, la "407" conferma le sue tipiche qualità stradali. Ma con un pizzico di sportività in più.