Quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice restyling di metà carriera, è in realtà un passo decisivo per il giovane marchio DS Automobiles: la DS 5 è la prima vettura della gamma europea ad abbandonare il classico double chevron, sostituito dal logo DS che pian piano sarà introdotto su tutti i modelli.
Passato illustre, futuro ambizioso. In ogni caso, da un punto di vista puramente stilistico, il restyling presentato a Ginevra è stato davvero leggero, mantenendo le proporzioni e le soluzioni stilistiche che hanno fatto della DS 5 una degna erede delle note antenate, senza dimenticare il nuovo light design con luci diurne a Led che ritroveremo in futuro anche su altri modelli. Certo, l'eredità della DS del 1955 è un fardello pesante da portare, ma la DS 5 cerca di unire stile, tecnologia e finiture curate a livello artigianale per offrire qualcosa di unico ai suoi clienti. Che nel 75% dei casi si avvicinano per la prima volta al Gruppo PSA.
Diesel e ibrida sotto esame. Per la nostra presa di contatto tra le colline toscane abbiamo avuto a disposizione le due motorizzazioni a gasolio Euro 6 probabilmente più interessanti per il mercato italiano, ambedue offerte di serie con cambio automatico: l'inedito BlueHDi 2.0 da 180 CV e 400 Nm con il nuovo EAT6 con convertitore di coppia (4,3 l/100 km e 110 g/km di CO2), e la Hybrid 4x4 da 200 CV e 450 Nm con cambio robotizzato ETG6, che combina il 2.0 da 163 CV col motore elettrico da 37 CV sull'asse posteriore (3,5 l/100 km e 90 g/km con pneumatici da 17"). Il diesel è stato scelto fino a oggi dal 90% della clientela, mentre un 15% si è orientato sull'ibrida. In gamma sono presenti anche i 1.6 THP benzina da 165 e 210 CV.
MirrorLink e display head-up a colori. Su strada, la DS 5 è chiaramente votata al confort, ed è ideale per macinare chilometri con livelli di rumorosità piuttosto contenuti, coccolati da un abitacolo dal gusto aeronautico per il design e la disposizione dei pulsanti: l'introduzione del nuovo sistema di infotainment con MirrorLink e schermo touch da 7", completato da settembre dalle App MyDS, ha semplificato la console centrale, ma rimane comunque difficile trovare alcuni comandi secondari. In compenso l'head-up display a colori opzionale consente di tenere sotto controllo velocità, cruise control e indicazioni del navigatore, rendendo quasi superflua la consultazione della strumentazione.
Comoda, tranquilla e inconfondibile. Tra le curve delle statali toscane la DS5 non riesce a mascherare del tutto la sua mole (quasi 2.000 kg in condizioni di marcia per l'ibrida), mentre lo sdoppiamento del montante anteriore è cruciale per offrire la corretta visibilità. I sedili in morbida pelle, impreziositi dalla funzione massaggio per il guidatore, sono decisamente confortevoli, ma è l'intero abitacolo a trasmettere una sensazione di cura per il dettaglio e di qualità che si addice perfettamente alle ambizioni del marchio, lontano anni luce dalla fredda precisione delle principali concorrenti.
Un altro andare col multilink. Aumentando il passo, si nota l'ottimo lavoro delle sospensioni nonostante la presenza di cerchi da 18" con pneumatici ribassati. Rispetto alla prima versione, la DS 5 è stata aggiornata proprio all'asse posteriore per migliorare il confort, ma è la Hybrid a svettare con il suo schema multilink dedicato, che fa dimenticare il peso aggiuntivo delle batterie, colpevoli anche della riduzione dello spazio destinato ai bagagli.
La particolare frenata dell'ibrida. Lo sterzo è turistico ma preciso, e ci si abitua presto alle sue dimensioni e al taglio orizzontale della zona inferiore. La frenata sulla Hybrid 4x4, a sua volta, richiede un minimo di abitudine: il recupero di energia al rilascio dell'acceleratore è chiaramente avvertibile, e dopo pochi chilometri viene naturale utilizzare questa funzione per ridurre l'uso del pedale del freno, garantendo ai passeggeri un viaggio ancora più fluido e confortevole.
Bello il nuovo automatico (anche senza paddle). Il nuovo BlueHDI 2.0 180 CV offre il meglio ai regimi medi, dove i suoi 400 Nm sono ben calibrati rispetto alla massa. Ben riuscito anche l'abbinamento con l'automatico Aisin, fluido e morbido, ma veloce in modalità sportiva. L'assenza dei paddles non si fa sentire, proprio per l'indole da passista della vettura, e la silenziosità della meccanica è apprezzabile in ogni condizione.
Tanta coppia sulla Hybrid 4x4. Discorso a parte merita la Hybrid 4x4: i 20 CV e 50 Nm extra rispetto alla 180 CV, sono praticamente annullati dai quasi 130 kg aggiuntivi del sistema ibrido. La coppia più robusta, però, consente una guida dinamica nonostante le cambiate più lente del robotizzato.
Va lasciata andare in Auto. Sono però le altre modalità di guida a sottolineare la qualità della vettura: in ZEV si percorrono fino a 4 km con il solo motore elettrico posteriore, nel silenzio più totale, mentre in Auto la vettura utilizza entrambe le unità nel modo ottimale, offrendo consumi reali superiori ai 18 km/l nel ciclo urbano, e molto simili alla BlueHDi 180 nelle altre condizioni, come confermato dalle nostre rilevazioni pubblicate nella prova del numero di luglio di Quattroruote.
Cinquemila euro di differenza. Il passaggio dalla denominazione Hybrid4 a Hybrid 4x4 è invece un modo per sottolineare le qualità della vettura su fondi difficili, grazie alla trazione integrale senza collegamenti fisici tra gli assi. Niente guida in offroad ovviamente, ma tanta sicurezza sulla neve e sul bagnato. La differenza di oltre 5.000 euro a listino tra le due motorizzazioni a parità di allestimento rende la scelta dell'ibrida una questione di cuore e passione per la tecnologia, ma sono anche le qualità stradali, va detto, a renderla interessante.
Manca la frenata autonoma. Resta l'amaro in bocca per alcune caratteristiche che stanno ormai diventando obbligatorie tra i modelli premium: la DS 5, ad esempio, non può essere dotata del sistema di frenata automatica Active City Brake, disponibile ormai anche su modelli dal prezzo decisamente inferiore. L'eredità della DS, inoltre, avrebbe meritato la presenza di un sistema di sospensioni attive per esaltare ulteriormente il confort.
Un marchio in erba. I vertici della Casa sono consapevoli di queste criticità, e ci tengono a fornire spiegazioni molto chiare: il nuovo marchio francese è appena nato, e solo dal 2018 si esprimerà al pieno delle sue potenzialità, presentando sei modelli globali. Oltre al nuovo design e alle soluzioni tecnologiche più avanzate a disposizione, su questi modelli debutterà anche un sistema di sospensioni totalmente inedito, che promette confort e handling da prima della classe.
Da Monteriggioni (Siena), Lorenzo Corsani
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