“Il primo sorso affascina, il secondo Strega”. È il claim da Carosello di un famoso liquore e sembra fatto apposta per i 31 mila clienti italiani che tra settembre 2011 e lo stesso mese del 2015 sono rimasti affascinati dalle linee inconsuete dalla Range Rover Evoque e stregati dalle sue qualità stradali e off-road, facendo del nostro il quarto Paese per vendite (6.078 unità nei primi nove mesi, 8,4% di quota mercato globale) della Suv anglo-indiana. E stiamo parlando di un’auto che parte da 44 mila euro e che non è stata cannibalizzata dalla recente Land Rover Discovery Sport. Oggi la Evoque, a quattro anni e poco più dal primo esemplare uscito dalla fabbrica di Halewood (Liverpool), si presenta con il model year 2016. Che è in pratica una leggera operazione di lifting all’esterno e un trapianto d’organo all’interno delle lamiere, con il motore Ingenium 2.0 turbodiesel - in due declinazioni di potenza, da 150 e 180 CV - interamente in alluminio che ha sostituito il precedente 2.2.
Maggiore efficienza e meno consumi. Più nel dettaglio, ci sono i fari adattivi interamente a Led, i gruppi ottici posteriori rinnovati, così come lo spoiler, il quadro strumenti ridisegnato, nuovi sedili e pannelli, il portellone hands-free (si aziona muovendo il piede sotto la coda), il nuovo sistema di infotainment con una seconda antenna sul tetto per creare un hot spot wi-fi e il cruise control da off-road (con velocità selezionabile tra 1,8 e 30 km/h). Il powertrain promette, tra l’altro, una maggiore efficienza in termini di riduzione dei consumi e di emissioni di CO2.
Dossier Suv&Crossover. Quattroruote lo ha provato nel Dossier Suv&Crossover che sarà tra pochi giorni in edicola con il numero di novembre. E, diciamolo subito, la promessa è stata ampiamente mantenuta, insieme a un funzionamento morbido che contribuisce all’apprezzabile silenziosità di marcia. Caratteristiche che ho potuto riscontrare anche di persona (nella mia veste di “guidatore medio”) nelle tappe di trasferimento e nel giro del Collio in occasione della Barcolana numero 47, la regata-happening triestina da oltre 1.700 barche (vinta per la cronaca da Robertissima III, il 72 piedi di Roberto Grinover e Vasco Vascotto), di cui Land Rover è main sponsor.
Attesa di quattro mesi. Resta qualche difetto, come per esempio la visibilità posteriore, ridotta dal lunotto short che è parte integrante di quel look che, come ha spiegato Daniele Maver, presidente e ad di Jaguar Land Rover Italia, “è l’elemento più forte della Evoque. Non lascia mai indifferenti. A molti piace, ad altri no”. I “molti” rimasti stregati dalla media di casa Land Rover dovranno comunque attendere quattro mesi per poterla guidare, nonostante dalla catena di montaggio ne esca una ogni 82 secondi (per un totale stimato a fine 2015 di oltre 128.400 vetture commercializzate su scala mondiale).
Sette-ottocento euro in più. Ma a che prezzo? “Circa 7-800 euro in più” rispetto alla precedente , ma, assicura Maver, “alcune dotazioni saranno standardizzate”. E visto che la Evoque affascina in particolare la clientela relativamente giovane e femminile (il 25,8% dei clienti ha un’età compresa tra 35 e 45 anni), a partire dalla prossima primavera sarà pronta una versione a due sole ruote motrici e con un prezzo “più accessibile”. In aprile, dopo l’anteprima al salone di Los Angeles, arriverà anche la Evoque convertibile, il primo off-road in versione “cabrio”. Un progetto che probabilmente affascinerà molti, ma forse non ne stregherà altrettanti.
Fabio De Rossi
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