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Dallara EXP
La Stradale da trackday - VIDEO

Dallara EXP
La Stradale da trackday - VIDEO
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450 kg in più di downforce rappresentano di per sé un numero impressionante. Ma a rendere questo dato ancor più incredibile è che si aggiunge agli 820 chili 'di serie': totale, 1270 kg di deportanza che, alla velocità massima di 290 km/h, schiacciano la vettura a terra. Ho avuto modo di provare in anteprima la Dallara EXP, variante da trackday della barchetta voluta da Gian Paolo Dallara, la Stradale. Si tratta sostanzialmente dell’auto che abbiamo imparato a conoscere dal 2017, solo che la EXP libera il potenziale della Stradale grazie al fatto di essere un’auto nata per i trackday. Quindi libera di scatenarsi in aree private, le piste: ecco perché gli ingegneri che sono intervenuti nel progetto hanno potuto svilupparla senza sottostare ai limiti omologativi.

Potenza da pista. Disponibile nella sola variante barchetta, il layout di partenza della Stradale, ha 500 cavalli (25 per cento in più), 720 Nm (45 per cento extra) e una velocità massima superiore, 30 km/h in più rispetto al modello da cui deriva. Questi risultati sono stati ottenuti intervenendo sul quattro cilindri Ford con una serie di upgrade: dal carter secco alle variazioni hardware, passando per la centralina, sempre Bosch, ma stavolta di provenienza motorsport; quest’ultima ha portato in dote due manettini extra, tipici delle auto da corsa: quello del traction control e quello dell’abs (entrambi regolabili su otto posizioni). Il cambio è il sequenziale già visto, come optional, sulla Stradale: si tratta di un sei marce a frizione singola che, grazie al trattamento EXP e all'adozione di una frizione motorsport, vanta tempi di cambiata dimezzati.

EXP: la Dallara Stradale da trackday

Sicurissima. Il telaio di carbonio è lo stesso della Stradale: qui in più, in ossequio alle desiderate della Dallara sulla sicurezza, ci sono rinforzi antischiacciamento omologati secondo quanto stabilito dall'Articolo 2 277 app.j (li potete notare sopra i rollbar anteriore e posteriore) e l’impianto antincendio omologato FIA. Oltre che alla sicurezza passiva, è stata dedicata grande cura a quella attiva: dalla messa a punto utile a permettere a chiunque di poterla spingere nei perimetri delle proprie possibilità, all’impianto frenante. Si tratta di un sistema Brembo Motorsport con dischi maggiorati, fondamentale per sfruttare appieno l’altra grande novità introdotta dalla EXP, la gommatura slick: trick messo a punto in esclusiva dalla Pirelli per godere di un’esperienza di guida 'pro'.

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Dettagli che contano. "Stiamo parlando - spiega Daniele Guarnaccia, responsabile dello sviluppo prodotto - di un’auto con prestazioni prossime a quelle di un modello di categoria GT3". E la performance, come sulla Stradale, passa prima di tutto dall’attenzione all’aerodinamica. I 'famosi' 1250 kg di downforce sono stati ottenuti lavorando sull’altezza da terra (50 mm), sull’applicazione di una importante ala posteriore biplano (da applauso gli attacchi di alluminio e titanio realizzati tramite stampa 3D) e sulla gestione dei flussi della parte anteriore: i generosi sfoghi per l’aria dei passaruota - visivamente - rappresentano l’elemento di spicco di questo fine tuning, ma sono pure i flick all’anteriore e i deviatori regolabili nel sottoscocca a rappresentare la vera punta di diamante di un modello del tutto 'fittabile' su pista e pilota di riferimento. È la personalizzazione dell’esperienza di guida, infatti, a garantire la possibilità di ottenere il massimo dall’auto in ogni condizione: sia registrando le sospensioni sia ottimizzando i flussi d’aria e quindi il bilanciamento del carico.

Come sulle auto da corsa. "Il nostro obiettivo - sottolinea Marco Apicella, ex pilota di Formula 1 e collaudatore della Stradale EXP - era quello di offrire un’esperienza professionale a tutti i clienti. Senza metterli nelle condizioni di doversi recare in pista con un team di meccanici per ottimizzare le prestazioni dell’auto". Per questo tutto è stato semplificato, affinché un solo meccanico, o il gentleman stesso, passano operare sull’auto con pochi - ed efficaci - gesti di regolazione.

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Il test esclusivo. Ho avuto la possibilità di provarla all’interno dell’unica tappa italiana del Pirelli PZero Experience, una serie di appuntamenti organizzati dal produttore di gomme italiano intorno ai clienti del mercato premium. Un giro per prendere la mano con questa nuova Dallara, gli altri per scoprire che - di curva in curva - è possibile spingerla fino a livelli impensabili. La EXP risponde ai comandi di sterzo (precisissimo) e freni (da corsa) con decisione estrema, ma senza mai mettere in difficoltà chi guida. Ha risposte sane anche quando si esagera in inserimento. O col gas in uscita. Nonostante le slick, anzi: è proprio dalle risposte del telaio che passa la fiducia che induce questa EXP. La pista di prova è stata quella del Mugello: tecnica, veloce e ricca di passaggi in cui è stato possibile apprezzare l’incredibile contributo aerodinamico dell’evoluzione. Un’evoluzione eccellente della già ottima Dallara Stradale, la prima auto a fregiarsi del nome di aerocar e a (ri)lanciare, in epoca contemporanea, il trend delle 'barchetta'. In questa variante EXP, la Stradale sottolinea la bontà di un telaio che abbiamo imparato conoscere in occasione di un lungo viaggio - tra Nardò e Vairano de Melegari - con cui festeggiammo il suo arrivo, insieme ad Andrea Pontremoli (ad della Dallara). La EXP è nel pieno del suo sviluppo ed è presto per valutarla: ma questo prototipo dice moltissimo di quanto sarà divertente la versione definitiva. Che sarà svelata tra una manciata di giorni e sarà in consegna entro fine anno. Con un prezzo di poco superiore a quello di una Dallara Stradale ben equipaggiata.

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