Cinque anni fa, in un tragico incidente in elicottero, scompariva Colin McRae. Il 15 settembre del 2007, nella sua Scozia, quello che nel 1995 diventò il più giovane Campione del Mondo di rally, se ne andò, lasciando un grande vuoto tra gli appassionati di corse.
La nascita del mito. McRae vinceva e piaceva, per il suo stile dirompente e il suo approccio alle gare, sempre sul filo dell'errore. Partito con una Hillman Avenger nel 1985, all'età di 16 anni, Colin crebbe affrontando una lunga gavetta, prima di arrivare al Mondiale. Dalla Talbot-Sunbeam comprata con 850 sterline, la sua carriera è stata segnata da tantissime vetture di Costruttori diversi.
Finalmente, la Subaru. Colin partì per l'avventura mondiale nel 1987, quando non aveva ancora compiuto 19 anni. La sua prima gara iridata fu il Rally di Svezia, che disputò con una Vauxhall Nova (la nostra Opel Corsa) e il navigatore "preso in prestito" dal padre Jimmy, anche lui rallista. Nelle stagioni successive, McRae partecipò solo saltuariamente a gare del mondiale: la svolta della sua carriera avvenne nel 1991, quando venne ingaggiato come pilota ufficiale dalla Subaru.
Nel mondiale da ufficiale. A portarlo alla corte delle Pleiadi fu David Richards, che conosceva il padre di Colin e che aveva avuto modo di apprezzare il giovane scozzese nelle stagioni precedenti. Il successo dell'inedito binomio fu immediato. Per due anni di seguito McRae vinse il campionato inglese: tanto bastò a consentirgli il grande salto. Nel '93 il figlio d'arte rientrò nel Wrc, ma stavolta passando dall'ingresso principale.
Le prime vittorie. Nella squadra ufficiale della Subaru, McRae trovò come compagno il suo mito d'adolescenza, Ari Vatanen. Colin non subì la presenza del più titolato collega, anzi: alla gara d'esordio in Svezia ottenne subito un terzo posto, e in Nuova Zelanda regalò a sé e alla Subaru il primo successo assoluto nel Mondiale. Andò ancora meglio nel '94: in quella stagione, che vide l'arrivo di Sainz e l'inizio della rivalità interna con lo spagnolo, il bottino fu di tre vittorie, che contribuirono al quarto posto finale. I tempi erano maturi per l'obiettivo più ambito.
Testa a testa. Stagione intensa, il '95: in quell'anno, la lotta per il titolo arrivò fino all'ultima gara, il decisivo Rally del Galles. Fu lì che McRae dimostrò tutto il suo carattere: squalificate in Catalogna le Toyota di Auriol e Kankkunen, il cerchio dei pretendenti al Mondiale si stringeva ai due piloti Subaru.
Campione del Mondo. Alla vigilia dell'ultimo giorno della gara spagnola, Sainz aveva sette secondi di vantaggio su Colin, e Richards decise di congelare le posizioni per evitare rischi inutili. McRae non accettò gli ordini di squadra e spinse al massimo, fin quando non fu costretto a prendere di proposito una penalità. In Galles, tra guasti e forature, riuscì comunque a "vendicarsi" e vincere gara e mondiale. Fu il più giovane a raggiungere questo traguardo.
L'ingaggio stellare in Ford. Dopo altre tre stagioni in Subaru, nelle quali ottenne due secondi e un terzo posto in classifica mondiale, nel 1999 McRae arrivò in Ford: lo scozzese aveva bisogno di cambiare aria e approfittò del nuovo progetto della Focus per ripetere l'operazione tentata con la Subaru, alla quale giunse quando la squadra era ancora agli albori. La Casa ricoprì d'oro Colin, offrendogli un contratto biennale da sei milioni di sterline, al tempo la cifra più alta mai guadagnata da un pilota di rally.
L'affidabilità che non c'era. La Focus era veloce, ma una lunga serie di incidenti e l'inaffidabilità dell'auto segnarono pesantemente la stagione: McRae si ritirò in 10 delle 14 gare in calendario, senza contare la squalifica all'esordio di Montecarlo. Lo scozzese riuscì comunque a vincere al Safari e in Portogallo, giungendo al sesto posto in classifica iridata.
Un incidente gravissimo. Nel 2000 le cose andarono meglio, ma quella stagione viene ricordata non tanto per i successi, quanto per il terribile incidente in Corsica: Colin commise un errore e precipitò in un burrone. Incastrato tra le lamiere, perse conoscenza e venne recuperato con fratture allo zigomo e all'orbita di sinistra. Nonostante gli infortuni, due settimane dopo era alla partenza del Sanremo, dove riuscì a giungere sesto.
Il mondiale sfumato. Il 2001 conobbe una conclusione pirotecnica: all'ultima gara erano in corsa per il titolo ben quattro piloti. McRae partì benissimo all'appuntamento in Galles, ma dopo poche speciali si rese protagonista di un altro dei suoi incidenti spettacolari. Una curva velocissima, una traiettoria azzardata, una carambola inarrestabile, il tutto in rapida sequenza. L'istintività della guida, che ha contribuito in maniera determinante al mito di McRae, lo privò del secondo alloro mondiale, in quella che fu la sua ultima, vera possibilità di bissare l'iride. Veniva da Lanark e sapeva guidare solo così, senza mai togliere il piede dal gas.
Fabio Sciarra
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