La pubblicazione della notizia "Ma è così che deve fare la Polstrada?" in cui chiedevamo ai navigatori di commentare una foto inviataci da un lettore, ha portato, nel giro di pochi giorni, a sfiorare i 250 commenti. A questo coro di giudizi, più o meno equamente divisi fra pro e contro, ha voluto aggiungere le sue considerazioni anche Giordano Biserni, presidente dell'Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale).


"In merito alla ormai famosa, o meglio famigerata, foto che riproduce un agente nascosto dietro un cartello, durante un servizio di controllo della velocità, vorrei precisare alcuni aspetti con elementi tecnici e cifre, perché nei contenuti di alcune mail ho letto anche molti luoghi comuni per non dire banalità.

Premetto che questo tipo di posizionamento non piace molto neanche a noi dell'Asaps, che preferiamo parlare di trasparenza. Preciso, però, che l'agente non stava usando un autovelox ma un Telelaser di ultima generazione (Ultralight), capace di misurare la velocità con puntamento non solo sull'anteriore di un veicolo in arrivo, ma anche posteriormente su un mezzo che ha superato la postazione. Postazione che era, come sempre, ampiamente presegnalata con un cartello di cm 100x70.

Quindi non si deve parlare di agguato e di "vergogna". Ho voluto poi raccogliere elementi valutativi di quel fotogramma. Si tratta di un agente del Distaccamento Polizia Stradale di Venturina operativo sulla SS1 Aurelia, nel tratto di superstrada che collega Rosignano a Civitavecchia, nel quale è vigente il limite di 110 km/h. Quella strada, da sempre considerata pericolosissima, è ora posta sotto attenta osservazione con sistemi di contrasto al rischio numero uno per la sicurezza stradale: la velocità. Infatti in quel tratto la velocità media di alcuni veicoli era di 150-160 km/h. Nell'ultimo mese sono state contestate circa 250 infrazioni, la maggioranza delle quali per superamento del limite di oltre 40 km. Nei primi tempi non erano occasionali velocità di oltre 200 km/h.

Mi verrebbe quasi da pensare, ma è una mia congettura, che gli agenti tendano a tarare lo strumento a velocità maggiori proprio per non esagerare con i fotogrammi per superamenti di pochi chilometri. Ora le punte estreme da Formula Uno sono fortunatamente diminuite. In quel percorso di grande scorrimento di 50 - 60 km, negli ultimi due anni, dopo che il servizio è stato incentivato in modo puntuale e severo, la sinistrosità è diminuita del 40%. La mortalità nell'ultimo anno si è pressoché azzerata. Nel 2007 nessun incidente mortale. Questo è quello che conta. Nessuno ha chiesto dati o elementi valutativi in tal senso.

Tanti, forse anche fra quelli che criticano (sono liberi di farlo), non sanno che la vita di molte persone è stata salvata o non è stata minacciata anche grazie a questi servizi, magari discutibili nella forma, ma molto efficaci nella sostanza. Questo, in attesa che cresca l'intima convinzione nei conducenti che i limiti vanno osservati e che la vita è un bene troppo prezioso per lasciarlo su una ex consolare, seppur nobile".