Il Comune di Udine ha deciso di sfruttare appieno potenzialità del web 2.0 per risolvere le lentezze e i disservizi tipici della pubblica amministrazione. Una buca sulla strada, un lampione rotto, dei rifiuti abbandonati sul ciglio della carreggiata o le strisce pedonali sbiadite? Basta un clic sul proprio pc o smartphone per segnalare il problema, che viene preso in carico in tempo reale dall'ufficio competente. Così facendo i cittadini possono mettere alla prova l'efficienza del Comune, perché sullo stesso sito internet si può verificare quanto tempo trascorre dalla segnalazione alla risoluzione del problema.
Promosso a pieni voti. Dopo otto mesi di sperimentazione i risultati superano le più rosee aspettative: la prima rilevazione sul grado di soddisfazione del servizio ha evidenziato che ben il 77% degli abitanti promuove a pieni voti l'ePart, il sistema informatico adottato dalla città friulana. Solo il 2% resta attaccato al passato e preferisce continuare a utilizzare il telefono. In base ai dati raccolti, la metà delle segnalazioni riguarda la manutenzione delle strade, il 12% la segnaletica, l'11% i rifiuti e lo 0,7% di fastidi legati al rumore.
Modello collaborativo. "Dietro questa scelta - ha commetato Furio Honsell, rettore dell'Università e da tre anni sindaco della città - ci sono ragioni tecniche e politiche. Abbiamo pensato che l'era digitale andasse sfruttata e che i social network potessero aiutarci a dare una risposta al sempre più diffuso bisogno di partecipazione". E l'assessore all'innovazione, il 37enne Paolo Coppola, ha aggiunto: "Tenere sotto controllo una città è difficile e non basta mandare in giro i nostri vigili sui 350 chilometri di strade. La soluzione è spingere verso un modello collaborativo, sfruttare la conoscenza del territorio che hanno i cittadini e, come amministrazione, accettare di mettersi in gioco". Non rimane che sperare che molti altri comuni del nostro Paese seguano l'esempio.
Roberto Barone
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