La prima volta non si scorda mai, soprattutto quando finisce con una doppietta da manuale nell’evento più duro del pianeta. Alla Dakar 2026, la Defender Dakar D7X-R ha scritto una pagina importante: prima e seconda nella classe Stock, al debutto assoluto come squadra ufficiale.
La copertina è tutta per Rokas Baciuška e Oriol Vidal, campioni della classe Stock con un tempo complessivo di 58h 09’ 45’’. Dietro di loro, a sigillare una doppietta dal sapore epico, ci sono Sara Price e Sean Berriman, mentre Stéphane Peterhansel - “Mr. Dakar” - chiude in quarta posizione dopo due settimane simili alle montagne russe.
Buona la prima
La Dakar è un giudice spietato. Svela limiti, mette alla prova materiali e persone, costringe i team a reinventarsi ogni notte. Eppure, quello che traspare dal campo tendato di Yanbu è l’immagine di una squadra che ci ha creduto davvero, con una coesione da far invidia.
Baciuška è il volto della gioia pura: “I sogni si avverano… e il mio era vincere la Dakar. I meccanici hanno fatto un lavoro incredibile, senza di loro non saremmo qui”. Gli fa eco Sara Price, che ha centrato il secondo posto: “Nell’ultima fase volevamo arrivare insieme al traguardo. Vedere tutto il Team Defender lì, in festa, ti dice tutto: è questo il significato di Dakar”. Peterhansel, alla sua ennesima avventura, non si nasconde: “Una Dakar piena di emozioni. Non è il risultato che volevo, ma che squadra… è stata un’avventura bellissima”.
D7X-R promossa
La protagonista tecnica è la Defender Dakar D7X-R, derivata direttamente dalla Defender OCTA. Una scelta netta: correre nella classe Stock, quella che mette alla prova mezzi realmente vicini alla produzione. Stessa linea di assemblaggio, stessa architettura D7x monoscocca in alluminio, stessa trasmissione, stesso V8 biturbo 4.4 litri. Poi, i ritocchi necessari per resistere all’inferno della Dakar: carreggiata più ampia, altezza da terra maggiorata, sospensioni riviste e raffreddamento potenziato. Modifiche essenziali per affrontare la corsa ma che non snaturano l’auto di serie, anzi la rendono capace di digerire dune, pietraie e piste veloci senza battere ciglio.
Mark Cameron, Managing Director di Defender, sintetizza bene il momento: “Sono euforico, incredulo. Vincere al debutto è storia”. Il Team Principal Ian James chiude il cerchio: “Non potrei essere più orgoglioso. Tutti hanno lavorato oltre ogni limite. È solo l’inizio”.
I prossimi passi
La gara inaugurale del World Rally-Raid Championship 2026 (W2RC) non poteva essere un banco di prova migliore. Defender cercava un palcoscenico per mostrare capacità, resistenza e ambizione: ha trovato molto di più. La Dakar, con la sua cultura dell’estremo, ha certificato che il progetto Defender Rally è solido, veloce e già pronto a un ruolo da protagonista.
Il prossimo capitolo arriverà presto: BP Ultimate Rally-Raid Portugal, dal 17 al 22 marzo. Terreni completamente diversi, clima e ritmo differenti. Ma le aspettative, ora, sono cambiate: da sorpresa del debutto a punto di riferimento della categoria. Staremo a vedere!
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