Invece del solito capannone gelido in Inghilterra o di un box ripulito per le foto di rito, la Alpine ha deciso di fare le cose diversamente: una presentazione durante una crociera sul Mediterraneo, su una delle navi dello sponsor MSC. È stata presentata così la Alpine A526 di Pierre Gasly e Franco Colapinto che non è solo la figlia del nuovo regolamento 2026, ma il simbolo di una rifondazione tecnica e politica, con il passaggio alla power unit Mercedes e l’obiettivo dichiarato di issarsi nella parte alta della classifica.
Anima francese, braccia inglesi, cuore tedesco
Il 2025 è stato vissuto quasi in apnea: poche soddisfazioni in pista, tanta concentrazione sulle gallerie del vento e sui banchi prova. L’idea era semplice quanto brutale: sacrificare il presente per provare a non sbagliare il futuro. Da qui nasce la A526, prima Alpine senza motore Renault sotto al cofano.
La decisione del gruppo di chiudere il programma power unit interno ha costretto la scuderia con sede a Enstone a cercare un partner esterno. La scelta è ricaduta sulla Mercedes, una mossa che va oltre il semplice risparmio di costi: l’obiettivo è smettere di inseguire. Nel ciclo tecnico precedente, il deficit di potenza del V6 ibrido francese costringeva a compromessi aerodinamici pesanti, con carichi spesso tagliati per non pagare troppo sul dritto. Ora, almeno sulla carta, il motore non dovrebbe più essere un freno ai sogni di alta classifica.
Ha già girato a Silverstone
La A526 mostrata al pubblico sulla nave da crociera è la versione da poster, quella levigata per i fotografi. Quella vera, che conta davvero, è già scesa in pista a Silverstone per i canonici 200 km di shakedown. Ed è lì che si è visto quanto Alpine abbia voglia di rischiare, soprattutto sull’avantreno.
In controtendenza rispetto a buona parte della concorrenza, gli ingegneri hanno scelto uno schema sospensivo pull-rod davanti. Una soluzione condivisa, per ora, solo con Cadillac e che cambia parecchio il modo in cui si gestiscono i flussi sotto il muso. È una scelta coraggiosa: più complessa da mettere a punto, ma teoricamente vantaggiosa in termini di libertà aerodinamica.
A completare il quadro, un’ala anteriore che non passa inosservata. Il profilo centrale è molto ampio, poi si alza in un “cucchiaio” decisamente pronunciato. Se sugli altri team la transizione appare più morbida, sull’Alpine è netta, quasi spigolosa nella sua originalità, disegnando un insieme fuori dal coro. Se davanti l’A526 cerca di distinguersi, nel corpo centrale la filosofia si fa più prudente. Dietro, invece, Alpine sembra allinearsi al trend: sospensione posteriore push-rod, con l’idea di aprire il più possibile l’area a disposizione del diffusore.
I regolamenti 2026, pur tagliando diverse libertà aerodinamiche, lasciano ancora spazio a un estrattore di dimensioni generose. Qui si giocherà buona parte dell’efficienza della vettura, perché in un’era in cui la componente elettrica delle Power Unit è più limitata e la resistenza all’avanzamento è nemica dichiarata, ogni punto di carico “pulito” sul retrotreno diventa oro.
Livrea e piloti
Nel mezzo di tutti questi strappi col passato, qualcosa però rimane. La livrea, innanzitutto: il blu Alpine continua a fondersi con il rosa del title sponsor BWT, in una combinazione che ormai è parte dell’identità del team. E poi c’è la line-up di piloti, confermata in blocco.
Pierre Gasly ha portato in pista la A526 per il filming day di Silverstone, per giunta sotto la pioggia, raccogliendo i primi feedback su ergonomia, visibilità e comportamento generale. Franco Colapinto, promosso e confermato dopo un 2025 in crescendo, inizia questa nuova stagione con un bagaglio di esperienza completamente diverso rispetto al suo arrivo in F1. Per la Alpine, la continuità sui piloti non è un dettaglio: in un contesto tecnico totalmente riscritto, avere due riferimenti stabili al volante aiuta a isolare le variabili.
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