Cadono i veli dalla nuova Ferrari SF-26, settantaduesima vettura di Formula 1 della Scuderia Ferrari, è la risposta di Maranello al cambio regolamentare più radicale degli ultimi anni. Il battesimo, come da tradizione, è avvenuto sul circuito di Fiorano, davanti a un pubblico assiepato lungo il tracciato nonostante il freddo.
L’auto nasce dentro un quadro regolamentare che chiede di archiviare l’era effetto suolo e di riscrivere il modo in cui la vettura genera carico. Niente più fondi esasperati, ma un pacchetto aerodinamico ripensato, con volumi più puliti, superfici meno esasperate e l’obiettivo maniacale di togliere ogni etto possibile. In parallelo, sotto il cofano si inaugura la nuova generazione di power unit: sparisce la MGU-H, cresce il peso specifico dell’elettrico con una MGU-K portata fino a 350 kW, e di fatto l’ibrido smette di essere “supporto” per diventare coprotagonista. Il risultato è una macchina nata da foglio bianco: architettura rivista, integrazione ancora più stretta tra telaio e power unit e un pacchetto pensato per accompagnare la Scuderia lungo tutto il primo ciclo di questa nuova Formula 1.
Introducing the SF-26. Our 2026 challenger 🔴 pic.twitter.com/OMcIHjQx7p
— Scuderia Ferrari HP (@ScuderiaFerrari) January 23, 2026
La livrea celebra la 312T
Se la tecnica guarda avanti, la livrea fa da ponte tra passato e futuro. La novità più evidente è il ritorno alla vernice lucida dopo sette stagioni di finitura opaca: una scelta che non è solo nostalgica, ma anche di immagine. Il Rosso Ferrari è più brillante e richiama la colorazione speciale vista a Monza nel 2025, strizzando l’occhio a un’epoca di successi e di dominio.
Accanto al rosso, il bianco smette di essere semplice dettaglio per diventare co-protagonista. Lo si ritrova nell’area dell’abitacolo e sul cofano motore, in blocchi pieni che disegnano un contrasto netto ma equilibrato. Nel complesso, rosso e bianco costruiscono un linguaggio visivo coerente: la macchina è subito riconoscibile come Ferrari, ma non sembra un semplice restyling del passato recente. È una livrea che mette ordine, più che aggiungere strati: meno “grafica”, più identità.
Linee più leggere, idee più chiare
Visivamente la SF-26 sembra voler tradurre in forme il mantra anglosassone “less is more”. Le proporzioni sono più compatte e filanti, con una carrozzeria che rinuncia a qualche muscolo per guadagnare in pulizia. La SF-26 ha una linea più pulita e razionalizzata, una scelta che non è solo estetica, ma serve a creare una piattaforma aerodinamica robusta, comprensibile e soprattutto sviluppabile lungo l’arco del campionato, man mano che i dati della pista inizieranno ad arrivare.
È una vettura che, almeno sulla carta, nasce senza trucchi visivi e senza colpi di teatro estremi: un corpo macchina che sembra privilegiare coerenza e semplicità funzionale. In un regolamento completamente nuovo, dove tutti brancolano in una zona grigia di simulazioni e supposizioni, Maranello sceglie la strada del metodo: prima capire bene come respira la SF-26, poi spingere sugli sviluppi.
Dal CAD all’asfalto: inizia la fase verità
Con la presentazione si chiude la parte più silenziosa del lavoro e se ne apre un’altra, molto più rumorosa, in cui a parlare sarà il cronometro. Oltre i 15 chilometri di shakedown odierno, la SF-26 andrà in pista la settimana prossima a Barcellona, in occasione dello shakedown collettivo che la Formula 1 ha programmato come primo banco di prova delle nuove monoposto. Seguiranno due sessioni di test in Bahrain, dove – tra caldo, vento e asfalto abrasivo – inizierà il vero confronto dei concetti tecnici messi in campo dalle varie squadre.
Per Ferrari sarà una fase delicata: regolamenti nuovi significano curve di apprendimento ripide e grandi margini di guadagno (o di errore) nelle prime settimane. Da Maranello, però, il messaggio è chiaro: approccio metodico, attenzione maniacale al dettaglio e analisi dei dati come unica bussola per una progressione controllata e solida lungo la stagione. Niente proclami quest’anno, a differenza della scorsa stagione, ma la consapevolezza che chi capirà prima come sfruttare il nuovo equilibrio tra aerodinamica “ripulita” e power unit ibrida potenziata si prenderà un vantaggio che potrebbe durare anche anni.
Loic Serra e il foglio bianco
Il direttore tecnico telaio torna più volte su un punto: prima ancora di disegnare, bisognava capire fino in fondo che tipo di Formula 1 sarebbe stata quella del 2026. "Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo. Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione. In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave. La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l’ora di iniziare la stagione."
Gualtieri: la power unit come parte del telaio
Sul fronte power unit, il linguaggio è ancora più netto. Enrico Gualtieri non parla di “step” o di “aggiornamento”, ma di cambio di filosofia. L’eliminazione della MGU-H, l’aumento massiccio del contributo elettrico e l’arrivo del carburante sostenibile al 99% costringono a ripensare il motore non più come un blocco a sé, da inserire nella scocca, ma come parte organica del concetto vettura.
“L’aumento significativo del ruolo della componente elettrica, l’introduzione del carburante sostenibile al 99% e l’eliminazione della MGU-H rappresentano un chiaro cambiamento di filosofia, non una semplice evoluzione come quella che abbiamo vissuto dal 2014 al 2025. Questo ci ha richiesto di ripensare l’architettura del propulsore fin dalle prime fasi, lavorando su efficienza, integrazione e gestione dell’energia, sempre più in stretta collaborazione con i colleghi del team Chassis. È una sfida tecnica complessa, che abbiamo affrontato con grande rispetto, disciplina e con l’obiettivo di ottimizzare l’intero sistema vettura nel corso della stagione."
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