La seconda giornata di test in Bahrain si è chiusa con la Ferrari davanti a tutti grazie all’1’34”273 di Charles Leclerc. Un riferimento che vale per la classifica, non certo per le gerarchie. Come già visto ieri con la McLaren, i tempi sono figli di programmi, mescole e, soprattutto, obiettivi diversi. Leclerc ha preceduto Lando Norris di oltre mezzo secondo, ma nessuno dei due ha cercato davvero la prestazione nel pomeriggio, quando la pista offriva condizioni migliori. Il lavoro è rimasto concentrato su correlazioni aerodinamiche, gestione dell’energia e simulazioni di long run. I numeri sui giri percorsi – 142 per il monegasco, 149 per il campione del mondo in carica – raccontano più della classifica.
Alti e bassi per Mercedes e Red Bull
Giornata spezzata in due per la Mercedes. Andrea Kimi Antonelli ha completato appena tre giri prima che un problema alla power unit imponesse la sostituzione del motore, azzerando di fatto la sessione mattutina. Nel pomeriggio George Russell ha rimesso in carreggiata il programma, chiudendo quarto a pochi centesimi dalla Haas di Bearman.
Anche la Red Bull Racing ha perso terreno: tra una perdita idraulica e ritardi accumulati ieri sera, la mattina è stata sacrificata. Isack Hadjar ha girato con continuità solo nel pomeriggio, completando 87 passaggi e chiudendo quinto, a oltre due secondi dal riferimento Ferrari.
Audi: provata una nuova ala
Se ieri avevano colpito le nuove pance, oggi l’attenzione sulla Audi si è spostata anche un tantino più avanti. La R26 ha confermato le fiancate riviste, con bocche di raffreddamento verticali e una sezione iniziale molto stretta che lascia più scoperta la zona del cono laterale. Ma la vera novità è l’ala anteriore. Il mainplane è stato ridisegnato con una sagoma più piatta rispetto alla versione “a cucchiaio” vista a Barcellona, mentre i flap hanno cambiato geometria per riorientare i flussi verso il retrotreno. In Bahrain, con quattro zone DRS, alcune squadre possono permettersi configurazioni più cariche, e Audi ha sfruttato l’occasione per aumentare il lavoro nella zona interna dei flap.
La revisione ha comportato anche un assottigliamento dello spazio tra muso e elementi alari, costringendo i tecnici a riposizionare l’attuatore dell’ala mobile. Dalla soluzione integrata sotto il muso si è passati a due attuatori visibili sul mainplane, collegati direttamente ai flap.
In pista, Hulkenberg e Bortoleto hanno messo insieme 114 giri complessivi, proseguendo il lavoro di correlazione dopo le modifiche.
Aston Martin: Stroll sembra preoccupato
Se c’è un team che esce con più interrogativi che certezze da questa seconda giornata è la Aston Martin. Fernando Alonso ha completato 98 giri, ma il vero tema resta il chilometraggio perso tra Barcellona e Bahrain. Lance Stroll non ha nascosto la situazione: “Abbiamo probabilmente 400 giri in meno rispetto alla concorrenza tra Barcellona e tutto ciò che abbiamo saltato. È così e basta”.
Il distacco, secondo il canadese, si aggirerebbe attorno ai quattro secondi. Una parte dei problemi è legata alla power unit Honda, ma non è l’unico fattore. “È una combinazione di fattori: motore, bilanciamento, grip. Non è una sola cosa, è un insieme”, ha spiegato, sottolineando come la differenza sia soprattutto di prestazione e aderenza.
La AMR26, firmata da Adrian Newey, è estremizzata nelle forme: pance sottilissime, airbox triangolare con portata d’aria limitata e carrozzeria rastremata che ha imposto ulteriori sfoghi sul cofano per migliorare il raffreddamento. Una filosofia aggressiva che, in questa fase, non facilita la vita alla power unit e complica la ricerca di stabilità. Stroll è stato diretto anche sul piano delle prospettive: “Stiamo cercando di migliorare a ogni run, ogni giorno, e vedremo quanto margine riusciremo ancora a tirare fuori dalla macchina”. Il tempo, più che il cronometro, sarà il vero giudice.
Un quadro ancora aperto
Il resto del gruppo ha lavorato senza clamore. Alpine solida con Gasly, Williams concentrata sulla cura dimagrante della nuova FW48. Ma la fotografia di oggi resta sfocata: programmi differenziati, carichi di carburante ignoti, motori usati con prudenza. Resta ancora complicato farsi un’idea e vedremo come andrà domani, anche se difficilmente qualcuno punterà alla prestazione: per quello, bisognerà verosimilmente attendere la prossima settimana.
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