Servizi
How to
Fleet&Business
FORUM
seguici con
NEWS
seguici con
LISTINO
seguici con
USATO
seguici con
How to
seguici con
Fleet&Business
seguici con
Sport

F1, GP Australia
La nuova era del circus comincia da Melbourne

SFOGLIA LA GALLERY

Dopo mesi di chiacchiere sulla grande rivoluzione tecnica, dopo simulazioni, shakedown e test invernali, il Mondiale di Formula 1 2026 prende il via su una pista che non concede una lettura comoda.

Il Gran Premio d’Australia apre una stagione che, almeno sulla carta, promette di cambiare parecchio gli equilibri del Circus. Le nuove regole hanno rimesso mano a tutto ciò che conta davvero: power unit, aerodinamica, telaio, gestione dell’energia. È una Formula 1 che chiede ai team di imparare in fretta, e chiede ai piloti di adattarsi ancora più velocemente. A Melbourne, però, non si tratterà soltanto di andare forte: bisognerà capire come farlo senza prosciugare troppo presto le risorse della vettura. 

Giù le maschere, ora si fa sul serio

I test invernali ci hanno consegnato delle sensazioni che dovranno ora trovare riscontro sul cronometro. Un po’ perché in Bahrain e a Barcellona si è girato in contesti molto diversi da quello australiano, un po’ perché nessuno, a inizio anno, ha davvero interesse a mostrarsi per quello che è. E allora Melbourne diventa il primo vero banco di prova, quello in cui i riferimenti iniziano ad avere un peso reale.

L’impressione è che i valori siano ancora piuttosto sfumati. C’è chi indica Mercedes e McLaren come le monoposto da battere, chi invita a non prendere troppo sul serio ciò che si è visto nei test, chi sospetta che alla battaglia si uniranno Red Bull e Ferrari e che queste abbiano ancora parecchio margine da mostrare. 

La nuova era del circus comincia da Melbourne

Sarà uno stress test

L’Albert Park, lungo 5,278 chilometri, è un tracciato semi-permanente che negli anni ha conservato la sua natura un po’ ambigua: cittadino nelle barriere e nelle vie di fuga non sempre indulgenti, ma sempre più rapido nel ritmo complessivo del giro. Ha tratti veloci, frenate importanti, sezioni dove il margine d’errore si assottiglia parecchio. Le curve 9 e 10 restano tra i passaggi più delicati, mentre i punti in cui si può davvero pensare a un attacco restano legati soprattutto alle staccate di curva 3 e curva 11.

Il punto, però, è che quest’anno Melbourne va letta soprattutto in chiave energetica. Con le nuove power unit, la pista australiana rischia di essere una delle prove più severe dell’intero calendario. Il motivo è semplice: qui si passa tantissimo tempo con il gas completamente aperto, mentre le occasioni per recuperare energia sono molto più limitate rispetto al Bahrain. Se Sakhir era una pista quasi “amica” per chi doveva ricaricare la batteria, Melbourne è l’opposto: velocità medie alte, lunghi tratti in pieno, poche frenate davvero utili a rimettere dentro energia.

Secondo le analisi emerse alla vigilia, si percorre quasi il 70% del giro a farfalla spalancata e solo circa il 10% in frenata. In altre parole, le monoposto 2026, qui, dovranno spendere bene ogni joule a disposizione. Non stupirebbe vedere già domenica piloti costretti a convivere con derating, super-clipping e con un uso più marcato del lift and coast, specialmente sulla lunga distanza. Sono termini che fino a pochi mesi fa sembravano materiale da tecnici; adesso rischiano di diventare protagonisti della narrazione del mondiale e dovremo farci l’abitudine a parlarne.

È quasi ironico che una generazione di monoposto ancora in fase di comprensione debutti su uno dei circuiti che può metterne in luce più in fretta i limiti. Melbourne offre poche opportunità per la ricarica e impone una gestione energetica molto più raffinata, soprattutto in gara, quando la batteria non parte mai nelle condizioni “perfette” di un giro da qualifica. Il tratto tra curva 7 e curva 9, per esempio, sarà uno dei punti da osservare con maggiore attenzione, perché combina alte velocità e margini ridotti per recuperare energia prima del successivo allungo. 

La nuova era del circus comincia da Melbourne

Le scelte della Pirelli

In Australia debutteranno anche le nuove Pirelli 2026, più strette e con diametro complessivo ridotto rispetto alla gamma precedente, pur mantenendo i cerchi da 18 pollici. Per Albert Park la scelta è andata ancora una volta sulle tre mescole più morbide da asciutto, cioè C3, C4 e C5. È una decisione coerente con un asfalto liscio e poco aggressivo, dove il degrado dovrebbe nascere più dall’usura che dal surriscaldamento.

C’è però un altro elemento che potrebbe incidere parecchio sul fine settimana: la Pirelli ha alzato di 2,5 psi le pressioni delle gomme posteriori, portandole da 22 a 24,5 psi rispetto al riferimento 2025. È una correzione che va letta dentro il quadro tecnico nuovo, nel quale la gestione della temperatura tra asse anteriore e posteriore sarà uno dei temi chiave, soprattutto nei giri da qualifica. E non è escluso che team e piloti debbano lavorare parecchio sul giro di preparazione e sulle termocoperte per arrivare alla finestra giusta nel momento giusto.

Su una pista dove si sorpassa ancora con una certa fatica, anche il comportamento della gomma morbida potrà influenzare parecchio le strategie. In teoria Melbourne potrebbe anche aprire alla possibilità di stint più aggressivi di quanto visto altrove, ma molto dipenderà dal carico effettivo generato dalle nuove vetture e da quanto ciascun progetto riuscirà a non stressare troppo il posteriore in uscita dalle curve lente e medie. 

La nuova era del circus comincia da Melbourne

Occhio al meteo

Melbourne, a inizio autunno australe, è del tutto imprevedibile dal punto di vista metereologico. Gli sbalzi di temperatura sono frequenti, così come la possibilità di piogge intermittenti, e il ricordo della gara 2025 vinta da Norris in condizioni variabili basta da solo a spiegare perché nessuno nel paddock si senta davvero al sicuro fino a domenica pomeriggio. In un contesto tecnico ancora giovane, una finestra meteo ballerina rischia di amplificare tutto: strategie, gestione gomme, consumo energetico, errori di valutazione.

Ed è anche per questo che le prime libere conteranno più del solito. Non saranno semplicemente il momento in cui si prova l’assetto per la qualifica. Saranno il primo contatto vero tra monoposto ancora da decifrare e un circuito che non fa sconti a nessuno.

Ferrari osservata speciale

Per la Ferrari, Melbourne è l’inizio di qualcosa che va ben oltre il singolo weekend. La squadra arriva in Australia con una base di lavoro considerata solida, ma perfettamente consapevole che una nuova era tecnica non aspetta nessuno.

Naturalmente, il discorso vale per tutti. Chi ha impressionato nei test dovrà confermarsi fuori dal laboratorio controllato del Bahrain. Chi si è nascosto ora non potrà più farlo, nel bene e nel male. E chi parte leggermente indietro non potrà permettersi di sprecare troppo tempo, perché il 2026 non è una stagione che sembra promettere pazienza: chi capisce in fretta il nuovo regolamento può costruirsi un vantaggio pesante già nelle prime gare. Al contrario, chi ha sbagliato il progetto adesso, avrà da lavorare sodo per risalire la china. E se state già pensando alla Aston Martin, non è un caso. 

La nuova era del circus comincia da Melbourne

Gli orari del weekend

Il programma di Melbourne costringerà gli appassionati europei alla levataccia, come da tradizione. Le prime prove libere scatteranno venerdì alle 2.30 italiane, con la seconda sessione alle 6.00. Sabato si tornerà in pista alle 2.30 per la terza sessione, mentre le qualifiche inizieranno alle 6.00. La gara, prevista sulla distanza di 58 giri per 306,124 km, scatterà domenica alle 5.00 del mattino in Italia, le 15.00 locali. 

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

F1, GP Australia - La nuova era del circus comincia da Melbourne

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it