La Formula E ha scelto la simmetria del calendario per fissare il primo dato della sua nuova era: si comincia di notte e si finisce di notte. In mezzo, 21 gare in 13 città, la stagione più lunga nella storia del campionato monoposto interamente elettrico, validata oggi dal Consiglio Mondiale della FIA. Ma la notizia che interessa di più chi guarda alle corse è un’altra: per la prima volta il Mondiale elettrico farà vedere anche le prestazioni pure delle nuove GEN4.
Due gare, due filosofie
Si chiama E-Prix Unleashed e sarà un nuovo formato utilizzato nei weekend con doppio appuntamento, accanto all’E-Prix tradizionale. La logica è quella ormai familiare ai tifosi di F1: un format lungo e uno breve nello stesso fine settimana, con regole e ritmo diversi. Qui però la distinzione non è solo di durata.
L’E-Prix classico dura 45 minuti e resta una prova di gestione: energia, strategia, uso del pit boost, la ricarica rapida in gara che impone calcoli e finestre da rispettare. È la Formula E che conosciamo, quella in cui spesso vince chi amministra meglio, non chi va più forte in assoluto.
L’E-Prix Unleashed ribalta l’approccio. Trenta minuti, niente pit boost, nessuna masterclass di efficienza: è una gara di pura prestazione, pensata per liberare il potenziale velocistico della nuova vettura senza i vincoli del risparmio energetico. Sul piano tecnico entrambi i format partono da una potenza base di 450 kW, con i 600 kW disponibili in Attack Mode; ma è chiaro che la sprint nasce per esaltare la velocità, mentre la gara lunga continua a premiare la testa.
L’idea, almeno sulla carta, è offrire nello stesso weekend due spettacoli complementari: una gara tattica e una di sostanza atletica. È la risposta della Formula E a una critica che la accompagna da anni, quella di un campionato troppo cerebrale e poco istintivo.
Il motivo tecnico: arriva la GEN4
Dietro la riforma del format c’è la macchina nuova. La stagione 2026-27 segna il debutto della GEN4, la monoposto di quarta generazione che porta la potenza disponibile a 600 kW, oltre 815 CV, con trazione integrale attiva e uno 0-100 km/h dichiarato in 1,8 secondi. Numeri che cambiano la natura stessa della vettura e che, secondo gli organizzatori, richiedono tracciati capaci di reggerli.
Da qui il secondo grande tema del calendario: ci saranno più circuiti permanenti. La Formula E è nata e cresciuta nei centri cittadini, e ribadisce di non volersene allontanare del tutto, ma la potenza della GEN4 ha imposto un riequilibrio. Le novità lo raccontano bene: il debutto Circuit of The Americas di Austin, l’ingresso del circuito olandese di Zandvoort e, soprattutto, lo storico approdo nel Regno Unito a Brands Hatch, tracciato che sostituisce la storica sede londinese. Tre piste vere, da motorsport classico, dove la velocità grezza conta più della guida millimetrica tra i muretti.
Come è strutturato il calendario
La stagione apre a Gedda, in Arabia Saudita, con una doppietta notturna al Jeddah Corniche Circuit il 18 e 19 dicembre 2026. È la prima volta che il campionato inizia in notturna.
Il Mondiale si sposta poi nelle Americhe, con un blocco compatto: Città del Messico (16 gennaio 2027), il nuovo appuntamento di Austin (6 febbraio), Miami (20 febbraio) e la chiusura brasiliana a San Paolo (13 marzo). Dopo la tappa cinese di Sanya (17 aprile), si entra nel cuore europeo della stagione, il più denso di doppie gare: Berlino-Tempelhof (8-9 maggio), Monaco (15-16 maggio), Londra-Brands Hatch (29-30 maggio), Zandvoort (18-19 giugno) e il ritorno a Madrid sul Jarama (26-27 giugno). Gran finale nell’Asia Pacifico, con la doppietta di Shanghai (10-11 luglio) e l’atto conclusivo sul Tokyo Street Circuit (24-25 luglio 2027).
La distribuzione non è casuale. Le gare sono raggruppate per continente con un obiettivo dichiarato di sostenibilità: ridurre i chilometri di trasporto e le emissioni di CO2 legate alla logistica.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it