Servizi
How to
Fleet&Business
FORUM
seguici con
NEWS
seguici con
LISTINO
seguici con
USATO
seguici con
How to
seguici con
Fleet&Business
seguici con
Sport

A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

SFOGLIA LA GALLERY
Google Aggiungi Quattroruote ai preferiti su Google

Il Mondiale Endurance ha una strana capacità: quando sembra aver trovato un padrone, riesce sempre a rimettere tutto in discussione. La Sei Ore di San Paolo non consegna soltanto il secondo successo stagionale alla BMW: consegna soprattutto un campionato che, arrivato esattamente a metà del suo cammino, è più aperto di quanto molti immaginassero dopo Le Mans. Sulla Sarthe, dove i punti valgono doppio, sembrava potesse nascere una fuga. Interlagos, invece, racconta un'altra storia.

Un secondo posto che vale come un primo

A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

Ferrari non ha vinto. Eppure lascia il Brasile con qualcosa che, in un mondiale, pesa quasi allo stesso modo: un secondo posto costruito con intelligenza, strategia e una capacità di esecuzione che continua a rappresentare il vero punto di forza della 499P. Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi hanno trasformato una pista storicamente difficile in un podio che nessuno, nemmeno dentro Maranello, considerava realmente alla portata. È il genere di risultato che spesso vale più di una vittoria conquistata su un circuito favorevole.

Gli altri contendenti

A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

Dall'altra parte c'è una BMW che, dopo Spa, dimostra definitivamente di non essere più un'inseguitrice occasionale. Il progetto M Hybrid V8 è cresciuto gara dopo gara e oggi può guardare Ferrari negli occhi senza complessi. Alle loro spalle continuano a muoversi Cadillac e Toyota, pronte a inserirsi appena uno dei protagonisti commette un errore. È forse questo il vero volto del WEC moderno: nessun dominio, ma una battaglia continua tra costruttori che arrivano da filosofie tecniche e industriali completamente diverse.

Anche Ferrari lascia Interlagos con due facce. La numero 51 raccoglie il massimo possibile grazie a una strategia perfetta e a un'esecuzione impeccabile. La numero 50 paga invece un errore nelle prime fasi della corsa e un drive through che cancellano un potenziale podio. La 83 di AF Corse conferma invece la competitività del pacchetto Ferrari, risalendo fino al quinto posto nonostante danni e penalità.

Un futuro incerto

A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

Adesso il paddock si concede quasi due mesi di pausa. Il Mondiale riprenderà soltanto a settembre, al Circuit of the Americas di Austin, una pista che sulla carta potrebbe adattarsi meglio alle caratteristiche della Ferrari. Il lungo intervallo servirà anche a osservare ciò che accade fuori dai circuiti.

Il calendario continua infatti a prevedere il Qatar e il Bahrain per chiudere la stagione. Oggi non esistono indicazioni ufficiali che facciano pensare a cambiamenti, ma l'inasprimento delle tensioni nell'area del Golfo rende inevitabile una domanda: il campionato riuscirà davvero a concludersi come programmato? A oggi, nessuno può rispondere a questa domanda. Anche se, a giorni, potrebbe arrivare l’ufficialità di quello che si racconta nei corridoi, ossia Barcellona e Monza.

La boa è ormai alle spalle. Adesso inizia la parte di campionato dove ogni punto pesa più di una vittoria e ogni errore rischia di costare un mondiale

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it