La maggior parte delle persone identifica la Tesla con le vetture elettriche, ma, soprattutto negli Stati Uniti, l'azienda di Elon Musk è a tutti gli effetti un operatore nel campo dell’energia, sia attraverso la rete dei Supercharger, sia direttamente agli edifici residenziali. Non solo: è anche produttrice di pannelli e tetti solari e sistemi di accumulo Powerwall, pensati per utilizzo privato, fino ai Megapack, sfruttati per progetti energetici su larga scala.
L’upgrade. La batteria domestica Powerwall è uno dei prodotti più popolari della Tesla, spesso abbinata ai pannelli solari, pensata sia come primo passo verso l'indipendenza energetica, sia come sistema di backup in caso di guasti alla rete elettrica. Dopo quasi sette anni dall’arrivo sul mercato della seconda generazione, la Tesla si appresta a lanciare la Powerwall 3, con alcuni sostanziali cambiamenti a livello tecnologico e alcune scelte che sembrano andare in direzione di un abbassamento dei prezzi. Il passaggio dalle celle NMC, ovvero composte da litio e ossido di nichel-manganese-cobalto a quelle LFP, che utilizzano materie prime più abbondanti come il ferro dovrebbe renderle più economiche, oltre che più durevoli e sicure. Lo svantaggio di queste batterie è che hanno una densità di energia inferiore, caratteristica che, a parità di potenza, le rende più pesanti: se questo può rappresentare un problema nelle applicazioni automotive, nel caso di batterie fisse per uso domestico diventa irrilevante a fronte dei benefici.
Le caratteristiche. In un’intervista di alcuni mesi fa, Seth Winger, un senior manager impegnato nel dipartimento “Solar Power Engineering” della Tesla, non si era sbilanciato sulle caratteristiche dei (tanti) nuovi prodotti che l’azienda californiana ha in serbo per il 2023, ma pare che la Powerwall 3 avrà la stessa capacità di stoccaggio dell'attuale generazione, pari a 13,5 kWh. Offrirà però un aumento di potenza fino a 14,5 kW di picco invece dei 10 kW forniti dalla generazione attuale, mentre è interessante il fatto che, nonostante le celle LFP siano meno potenti in proporzione alle dimensioni, fonti interne sostengono che la nuova batteria sarà più piccola della Powerwall 2. Per quanto riguarda il design, invece, bocche cucite, mentre sembra che gli ingegneri abbiano lavorato sodo per garantire un’installazione più semplice, con l’obiettivo di spingere sempre più famiglie ad adottare questa soluzione per i propri garage, luogo d’elezione per le wallbox.
Come funziona. È risaputo infatti che il vero vantaggio, per chi ha spazio a sufficienza – quindi tagliando fuori, nel caso dell’Italia, la quasi totalità dei box condominiali –, è poter ricaricare il proprio veicolo elettrico direttamente e comodamente a casa propria. Il sistema progettato dalla Tesla, nel caso venga accoppiato ai pannelli solari, permette di immagazzinare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico nella Powerwall: la corrente continua immessa nella batteria viene poi convertita in alternata da un inverter, mettendola a disposizione della casa e della rete. Allo stesso tempo, la Powerwall 3 potrà funzionare con la propria Tesla in modalità bidirezionale: posto che attualmente in Italia non è ancora legalmente possibile utilizzare questa tipologia di ricarica, è solo questione di tempo prima che succeda, anche perché i vantaggi, sia per l’utente singolo sia per la comunità, sono evidenti. Non ci sono ancora informazioni sul prezzo, ma come anticipato l’introduzione delle celle LFP dovrebbe permettere a questa nuova generazione di batterie di avere prezzi più accessibili.
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