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Autostrada del Sole
Il simbolo della rinascita italiana

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L'Autostrada del Sole A1-A2 viene inaugurata il 4 ottobre del 1964, nel giorno di San Francesco, patrono d’Italia. E per l’Italia degli anni 50 e 60, quelli del boom, del miracolo economico e industriale, della motorizzazione di massa, la nuova opera rappresenta ben più di un tracciato in asfalto cemento e metallo. È anche e soprattutto il simbolo indelebile della rinascita, delle grandi capacità di questo Paese. In soli 3.060 giorni, otto anni e quattro mesi dalla posa formale della prima pietra il 19 maggio del 1956, vengono realizzati 755 chilometri, 400 tra ponti e viadotti, 38 gallerie, vengono scavati 52 milioni di metri cubi di materiali, utilizzati 4,7 milioni di metri cubi di murature e calcestruzzi, costruiti 57 raccordi di viabilità e 56 aree di servizio. Milano e Napoli sono collegate, il Nord e il Sud Italia si avvicinano, l’Autosole innerva così il corpo economico, turistico e culturale del Paese. Tra le prime automobili a percorrerla ci sono quelle di Quattroruote: è la Staffetta del sole, andata e ritorno sull’A1 a bordo di Fiat 500D, la progenitrice della stessa 500 #backontrack che proprio in queste ore, all’inizio della Fase2 dell’emergenza coronavirus, sta replicando quel viaggio sull’Autostrada della rinascita.

Il simbolo della rinascita italiana

Spina dorsale. In questi 55 anni e mezzo, l’A1-A2 è stata oggetto di continue manutenzioni, di ampliamenti, di innovazioni tecnologiche, di implementazioni delle misure di sicurezza. Il tutto, a volte, accompagnato da polemiche, persino feroci. Tuttavia, è indubbio che l’Autosole sia ancora l’arteria principale del Paese, nella vita reale così come l’immaginario collettivo. In tempi più recenti, l'infrastruttura ha anche cambiato il proprio aspetto, con lo sdoppiamento del tratto appenninico attraverso la Variante di valico, una delle ultima maxi-infrastrutture costruite in Europa: aperta il 23 dicembre 2015, dopo 33 anni di lavori (24 dei quali spesi anche in contenziosi burocratici, amministrativi e giudiziari), l’opera è lunga 59 chilometri, 32 dei quali nella variante vera e propria, da Sasso Marconi a Barberino di Mugello. La Variante (Direttissima nella nuova denominazione che la distingue dalla Panoramica, il tracciato originario che è rimasto in funzione) ha 41 nuove gallerie e altrettanti viadotti. Abbassa di 226 metri la quota di valico appenninico e consente di tagliare del 30% i tempi di percorrenza. La Galleria di Base, la più lunga, misura 8,7 chilometri e al suo interno funziona il sistema Tutor. La Variante di Valico e costata 4,1 miliardi di euro, contro i 2,5 previsti.

Il primo Eurobond. All’Autosole è anche legata una curiosità, piuttosto attuale in tempi in cui si discute a dismisura di Mes, Coronabond ed Eurobond. Per costruire l’Autosole venne emesso, il primo luglio del 1963, il primo Eurobond della storia. Certo, si trattava di uno strumento finanziario molto diverso da quelli di oggi, con i quali condivide il nome e poco altro. Resta, comunque, il primo prestito obbligazionario collocato in una valuta diversa da quella nazionale. 

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