Al via le prove generali per il caos traffico sull’A22 Autobrennero: per mercoledì 3 aprile sono previste le verifiche al ponte Lueg, sul versante austriaco, snodo di collegamento tra l’Italia e i Paesi del Nord Europa. Un test per essere pronti al rifacimento del viadotto nella primavera del 2025, con lavori della durata di due anni che comporteranno code e disagi. Dal 3 al 12 aprile, si viaggerà dunque su una corsia sola in direzione sud, mentre dal 10 al 30 aprile su un’unica corsia verso nord. Esattamente quanto accadrà durante i lavori di rifacimento. In zona sarà quindi un mese di passione, dovuta all’intenso passaggio delle merci attraverso il passo del Brennero (al confine tra Bolzano e la regione austriaca del Tirolo) e al crescente numero di turisti stranieri in arrivo.
I rischi per commercio e turismo. Costruito 55 anni fa, il ponte Lueg, a 6 km dal confine italiano, è il più lungo (1.804 metri) del tratto austriaco dell’autostrada del Brennero. Alto fino a 72 metri, si trova sulla A13, l’autostrada che va dal Brennero a Innsbruck, in continuità con l’A22 italiana, un passaggio fondamentale per le merci dirette dall’Italia in Germania. I costi dell’intervento ammontano a 300 milioni di euro. Il valore delle merci trasportate su gomma attraverso il Brennero è stato di oltre 100 miliardi di euro nel solo 2023: la chiusura del ponte di Lueg lo ha tagliato fino al 20%. Da qui le richieste, da parte di imprese e autotrasportatori, affinché l’Austria sospenda i divieti alla circolazione dei mezzi pesanti, giustificati con ragioni di carattere ambientale. "La chiusura del ponte di Lueg rappresenta una grave minaccia per l’economia del Trentino e, più in generale, per l’intera economia legata al valico", denuncia Confcommercio. "Le probabili code chilometriche e il restringimento di carreggiata causati dai lavori avranno un impatto negativo su traffico, autotrasporto, turismo, industria e artigianato". Senza considerare che l’Austria ha già imposto divieti di transito notturno per i mezzi pesanti, in aggiunta a quelli già esistenti durante il giorno. Nel 2023, in aprile e in ottobre, il ponte era stato chiuso per qualche giorno per lavori urgenti e in entrambi i casi gli incolonnamenti sono stati istantanei. Un problema in più per il nostro sistema dei trasporti, già messo a dura prova sulle strade che portano ai confini. Tant’è vero che c’è un procedimento di infrazione in corso alla Corte di giustizia europea richiesto dall'Italia nei confronti dell'Austria per i blocchi ai mezzi pesanti.
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