Fiat Seicento
La Fiat Seicento è il modello in cui la casa torinese ha fatto confluire alla fine degli anni Novanta la sua lunga esperienza in fatto di vetture da città. L’erede della Cinquecento squadrata, di quel decennio, è infatti una super utilitaria, lunga poco più di tre metri e trenta, una tra le vetture di segmento A più compatte viste in epoca moderna. Rimasta in listino per una dozzina d’anni, nel 2005 la Seicento è stata ribattezzata 600 (in numeri), per i cinquant’anni dell’omonima antenata. Nel corso della sua carriera, la Seicento non ha subito stravolgimenti clamorosi, mantenendo l’impostazione originaria di citycar essenziale e minimalista. È tuttavia interessante notare come gli esemplari più recenti siano confezionati con maggior cura e facciano qualche concessione in più al confort, con dotazioni un po’ più complete. Non che ci volesse molto: basti pensare che per lungo tempo, sulle versioni base, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata e vetri posteriori apribili sono stati disponibili solo a pagamento.
I MOTORI
La Fiat Seicento, o 600, si trova spinta da due motori, entrambi rigorosamente a benzina. Le versioni d’accesso alla gamma montano il classico 900 ad aste e bilancieri in configurazione da una quarantina di cavalli, mentre gli esemplari più recenti e prestanti hanno sotto il cofano il 1.100 Fire da 54 CV. Entrambi sono di norma accoppiati a un cambio manuale, ma per un certo periodo in listino c’è stata anche la trasmissione Citymatic, con comando della frizione azionato da un meccanismo idraulico, che lascia al pilota solo il compito di spostare la leva del cambio. Praticamente introvabili sono infine i pochi esemplari prodotti di Seicento Elettra, pioniera della mobilità a batterie.
PRO E CONTRO
Nel patrimonio genetico della Fiat Seicento ci sono semplicità e funzionalità. Con le sue dimensioni tascabili, la piccola torinese è perfetta per gli spostamenti casa-lavoro ed è quasi imbattibile negli spazi stretti, a patto però che l’esemplare su cui si sono messi gli occhi disponga del servosterzo. In sua assenza il comando diventa infatti pesante e impreciso. A conti fatti, tuttavia, la Seicento non se la cava male neppure nei viaggi a medio e a lungo raggio. In questo genere d’impiego, però, è meglio spostarsi in due, abbattendo lo schienale del divano e utilizzando lo spazio ottenuto per le borse. In configurazione normale il bagagliaio è molto piccolo, con una capacità di soli 170 litri. L’abitabilità delle Seicento più vecchie prevede un’ottimistica omologazione per cinque, mentre con gli anni si è ritenuto più realistico considerare l’auto a quattro posti. Quanto al comportamento stradale, la tenuta di strada è tutto sommato buona, ma una certa cautela è comunque doverosa, sia per l’assenza dei moderni controlli elettronici, sia per gli spazi d’arresto lunghi accusati dai freni, specie quando non supportati dall’Abs.
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I MOTORI
La Fiat Seicento, o 600, si trova spinta da due motori, entrambi rigorosamente a benzina. Le versioni d’accesso alla gamma montano il classico 900 ad aste e bilancieri in configurazione da una quarantina di cavalli, mentre gli esemplari più recenti e prestanti hanno sotto il cofano il 1.100 Fire da 54 CV. Entrambi sono di norma accoppiati a un cambio manuale, ma per un certo periodo in listino c’è stata anche la trasmissione Citymatic, con comando della frizione azionato da un meccanismo idraulico, che lascia al pilota solo il compito di spostare la leva del cambio. Praticamente introvabili sono infine i pochi esemplari prodotti di Seicento Elettra, pioniera della mobilità a batterie.
PRO E CONTRO
Nel patrimonio genetico della Fiat Seicento ci sono semplicità e funzionalità. Con le sue dimensioni tascabili, la piccola torinese è perfetta per gli spostamenti casa-lavoro ed è quasi imbattibile negli spazi stretti, a patto però che l’esemplare su cui si sono messi gli occhi disponga del servosterzo. In sua assenza il comando diventa infatti pesante e impreciso. A conti fatti, tuttavia, la Seicento non se la cava male neppure nei viaggi a medio e a lungo raggio. In questo genere d’impiego, però, è meglio spostarsi in due, abbattendo lo schienale del divano e utilizzando lo spazio ottenuto per le borse. In configurazione normale il bagagliaio è molto piccolo, con una capacità di soli 170 litri. L’abitabilità delle Seicento più vecchie prevede un’ottimistica omologazione per cinque, mentre con gli anni si è ritenuto più realistico considerare l’auto a quattro posti. Quanto al comportamento stradale, la tenuta di strada è tutto sommato buona, ma una certa cautela è comunque doverosa, sia per l’assenza dei moderni controlli elettronici, sia per gli spazi d’arresto lunghi accusati dai freni, specie quando non supportati dall’Abs.
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