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False demolizioni
Riciclaggio auto, giro di vite del governo

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Le “immatricolazioni” di veicoli provenienti dall’estero attraverso canali “non ufficiali” di importazione nel mirino dei ministeri dell’interno e dei trasporti. Un protocollo d’intesa tra i due dicasteri, rappresentati dal capo della polizia, Franco Gabrielli, e dal direttore generale della Motorizzazione civile, Sergio Dondolini, è stato firmato il 7 dicembre scorso a Roma con l’obiettivo di contrastare il traffico illecito internazionale di autoveicoli e mezzi di trasporto. Come? Condividendo tutti i rispettivi dati, quelli del Servizio per il sistema informativo interforze (Sssi) della direzione centrale della polizia criminale e quelli del Centro elaborazione dati della Direzione generale della Motorizzazione, per identificare l’esatta provenienza di tutti i veicoli circolanti in Italia. In caso di anomalie, partirà una segnalazione alla polizia stradale ed eventualmente allo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.

Stop false demolizioni. A indurre le autorità a stringere le maglie attraverso le quali filtra il riciclaggio dei veicoli sono stati alcuni casi di cronaca. Da ultimo quello che l’estate scorsa ha portato la polizia municipale di Torino a scoprire alcuni rottamatori si facevano pagare la radiazione e la demolizione dei veicoli dai proprietari per poi rivenderli, interi, a cittadini stranieri che li reimmatricolavano nei paesi d’origine.

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