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Mercato globale
Elettriche e ibride plug‑in, qualcosa si è rotto: Cina e Usa frenano, l'Europa resta sola

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Come previsto da settimane, ma non per questo meno significativo, il mercato auto cinese mostra segnali di rallentamento nel primo bimestre 2026: oltre la Grande Muraglia sono state immatricolate “solo” 1,1 milioni di elettriche e ibride plug-in, in calo del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La performance di Pechino, meno eclatante del solito, pesa a livello globale, con elettriche e ibride plug-in a quota 2,2 milioni (-8%), come evidenzia il report della Benchmark Mineral Intelligence (BMI), società specializzata nell’analisi della filiera dei veicoli alla spina. Da cosa dipende il rallentamento? Analizziamo i fattori chiave.

Elettriche e ibride plug‑in, qualcosa si è rotto: Cina e Usa frenano, l'Europa resta sola

Vendite in Cina di elettriche e ibride plug-in: perché crollano

Per la prima volta dal 2014, il governo ha reintrodotto una tassa sull’acquisto di veicoli elettrici, eliminando un vantaggio competitivo che durava da oltre un decennio. L’entusiasmo dei consumatori si è quindi raffreddato.

Una dinamica che si osserva un po’ ovunque: le elettriche volano con gli incentivi, ma risultano meno attraenti a prezzi di listino.

Nel 2026 è meno generoso anche il premio statale per chi “dà dentro” la vecchia auto - come permuta o rottamazione - per acquistare elettriche e ibride plug-in nuove. In generale, il mercato domestico affronta una fase di aggiustamento.

In più, gli alti funzionari del Partito Comunista hanno espresso contrarietà verso le iper aggressive guerre dei prezzi, ritenendo che la corsa al ribasso penalizzi eccessivamente la marginalità: l’orientamento strategico punta ora a una produzione a maggiore valore aggiunto.

Così si spiega l’export boom di veicoli Made in China, raddoppiato nel 2026 a 6,5 milioni di esemplari, con le Case che cercano - e trovano - sbocchi vitali al di fuori della patria.

Elettriche e ibride plug‑in, qualcosa si è rotto: Cina e Usa frenano, l'Europa resta sola

“Europa elettrica” in chiaroscuro

Se elettrche e ibride plug-in viaggiano a ritmi bassi anche negli Stati Uniti (dopo l’addio di Trump al mandato elettrico di Biden), l’Europa è in territorio positivo con 0,6 milioni di unità (+21%).

Un risultato dovuto soprattutto alle locomotive di Germania e Francia e all’exploit dell’Italia: 61.400 unità e +98%, grazie agli ecobonus.

Di contro, tra gennaio 2023 e gennaio 2026, la filiera globale delle gigafactory nel Vecchio Continente ha registrato un calo dell’8%, scendendo a 1 TWh (un miliardo di chilowattora). È l’unica grande regione a subire una contrazione della capacità in questo arco di tempo.

In netto contrasto, la capacità globale è cresciuta del 27%, superando la soglia dei 10 TWh, riporta un secondo studio della Benchmark.

Con una Cina meno incline ai bonus e un'Europa che prova a correre quasi da sola, il mercato globale delle auto alla spina entra in una fase nuova: più matura, ma anche più incerta.

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