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Incentivi
Fumata nera a Palazzo Chigi, niente rifinanziamento

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Fumata nera a Palazzo Chigi, niente rifinanziamento
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Nessun rifinanziamento degli incentivi all’acquisto di auto nuove con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 135 g/km. L’ipotesi, ventilata da alcuni quotidiani nei giorni scorsi, non ha trovato riscontro nella bozza del cosiddetto decreto sostegni-bis, che sarà approvata oggi dal consiglio dei ministri e di cui Quattroruote ha potuto prendere visione. Certo, il governo può fino all'ultimo modificare il testo entrato a Palazzo Chigi, ma appare improbabile che una misura come questa venga inserita in zona cesarini dopo la quadratura faticosamente raggiunta tra le forze politiche nelle scorse ore in sede di stesura del provvedimento.

Le pressioni della Camera. Resta impregiudicata, comunque, l’ipotesi di una nuova apertura dei cordoni della borsa, magari sotto forma di emendamento. Un atto "istituzionalmente" corretto, visto che, in teoria, gli incentivi esauriti hanno formalmente termine il 30 giugno 2021, proprio quando la conversione del decreto entrerà nel vivo in parlamento. Oltretutto un rifinanziamento introdotto con un emendamento dell'ultim'ora ha il vantaggio di evitare l'effetto annuncio, cioè un possibile prolungato rallentamento della domanda prima della sua effettiva entrata in vigore. L'ipotesi che gli incentivi possano rientrare dalla finestra, tra l'altro, non è affatto campata per aria dopo l’approvazione, ieri alla Camera dei deputati, di un ordine del giorno con cui palazzo Montecitorio impegna il governo "a valutare l’opportunità di prorogare e rifinanziare le misure di incentivo previste per l'acquisto di veicoli a motore a basse emissioni, prevedendo altresì una diversa e più uniforme ripartizione delle risorse tra le classi di emissione attualmente stabilite".

Montecitorio chiede anche l’abolizione del superbollo. Il documento, primo firmatario Manuela Gagliardi, ex Forza Italia ora nel gruppo Misto, impegna il governo anche a valutare l’opportunità di abolire il cosiddetto superbollo e di introdurre la totale detraibilità dell’Iva sulle auto aziendali. Tre misure che, se fossero realizzate, darebbero certamente impulso al mercato dell’auto, ma che il governo, ovviamente, non è obbligato a varare. Si vedrà solo nelle prossime settimane, anche in funzione del progressivo consumo dei fondi ancora disponibili sulle auto con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km, se l’esecutivo deciderà di intervenire nuovamente con misure di sostegno ai settori della produzione e distribuzione automotive.

COMMENTI

  • Gli incentivi sono soldi italiani dati ai franco-tedeschi visto che la maggioranza delle auto sono di marche di quelle nazioni. poi fiscalmente non conviene meglio avere auto vecchie più sono vecchie e meglio è. Inoltre con l'attuale crisi economica i soldi meglio tenerseli sotto il mattone.
  • Le uniche auto che consentono una riduzione delle emissioni di CO2 sono quelle totalmente elettriche, se l'elettricità per alimentarle è prodotta da fonti rinnovabili. Le ibride e le plug-in (se caricate con il motore termico), emettono la stessa anidride carbonica di un motore totalmente endotermico. E' una questione di fisica elementare: l'energia per muovere il veicolo, nei tre casi (totalmente endotermico, ibrido e plug-in), è la stessa (in realtà i veicoli con propulsore ibrido, essendo più pesanti, sono leggermente sfavoriti). A riprova di ciò, ho confrontato i consumi della Toyota CH-R ibrida, che ho tenuto un anno, con quelli della mia attuale BMW 518 SW diesel. Risultato? I consumi REALI delle due vetture sono praticamente identici, ma le prestazioni della BMW sono significativamente migliori, in tutti i sensi (ripresa, velocità, autonomia, confort, capacità di carico, ecc...). Purtroppo la fisica è una scienza ignorata dai più, ed è così facile sbandierare ideologie pseudo ambientaliste, che hanno presa su chi ignora i fondamenti scientifici (e che, purtroppo, rappresentano la stragrande maggioranza). Ma contro l'ideologia e la superstizione anche il ragionamento e la scienza sono del tutto impotenti. Per quanto riguarda il ponte sullo stretto... superstizione o ignoranza? Fate voi.
  • Questo Governo al cittadino non dà nessun incentivo però per costruire un ponte INUTILE come quello sullo stretto di Messina per ripulire il denaro di qualche famiglia mafiosa i soldi li trova. Gli incentivi servono per far ripartire l'economia e non per altro ma purtroppo al potere abbiamo dei falliti che di noi cittadini non importa nulla.
  • Se gli incentivi dell'auto vengono associati a tutti gli altri incentivi c'è una sola considerazione da fare: l'intera economia è drogata e nei prossimi anni avremo un crollo delle entrate fiscali e quindi...una pioggia di tasse! Seconda considerazione da incompetente: il problema ambientale si risolve meglio mettendo in grado chi ha un'auto molto inquinante di cambiarla o dare tanti soldi a chi ha già un'auto poco inquinante x fargli comprare un'auto elettrica???
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  • E meno male ormai le auto non sono pià italiane, quindi i finanziamenti, italiani, vanno in francia e germania, a danno dell'economia italiana. Cmq stante l'attuale crisi economica, ed essendo l'auto "bene di sostituzione" la nuova auto è "bene superfluo", quindi occorre pensare ale cose indispensabili.
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