"Dai, Renato: faccene sentire ancora uno! Come fa il V10 Ferrari? E il motore della Renault '5 GT Turbo'? E quello dello scuolabus"? Li sapeva fare tutti, i suoni dei motori. E li sapeva fare bene, Renato: se chiudevi gli occhi, ti sembrava davvero di essere a un Gran Premio, o sul pulmino della scuola.
Ma non lo ricorderemo solo per questo, il nostro amico Renato Gelli, che era arrivato nella redazione di "Quattroruote" dopo l'estate e sabato ha trovato la morte in un incidente di moto dalle parti di Jesolo, vicino a casa sua. Di Renato ci resteranno sempre nel cuore la simpatia, la disponibilità, la competenza, la sua "barchetta" con l'assetto da fare invidia a una monoposto, la passione per il karate, per le ragazze, i motori, le Alfa Romeo e tutte le Case italiane. La passione. Soprattutto la passione.
Renato si intendeva di tutto ? di bielle, pistoni, valvole e alberi a camme, di corse (faceva il direttore sportivo per un amico che correva nel Ferrari Challenge) ? e in qualsiasi cosa metteva il cuore, l'anima, l'entusiasmo. Quell'entusiasmo che chi fa questo mestiere da tanti anni, volente o nolente, rischia di perdere, facendosi prendere dalla routine. Quell'entusiasmo che all'arrivo di ogni nuova auto , soprattutto se italiana, dall'Alfa Romeo "GT" alla Fiat "Multipla", lo spingeva a uscire nel parcheggio per fotografarla, studiarla, commentarla, registrarla? Sì, registrarla: avreste dovuto ascoltare la suoneria del suo telefonino?
Ciao, Renato. Ci mancherai.
E' in fase di alllestimento un nuovo sito www.nissilo.it interamente dedicato a Renato dove sarà possibile proseguire l'idea avuta dalla redazione di Quattroruote, chiunque vorrà indirizzargli dei messaggi e interagire con i suoi amici presto potrà continuare a farlo lì.
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