Presente all'inaugurazione del concessionario di Milano, Antony Sheriff, amministratore delegato di McLaren Automotive, ha approfittato dell'occasione per fare il punto sulla produzione della nuova sportiva britannica, la MP4-12C.
Il "business plan" della Casa inglese prevede l'apertura di 35 concessionari nel mondo; quello di Milano è il quarto e rappresenta, al momento, l'unico in Italia, anche se in futuro ne potrà essere aperto uno anche a Roma. Le inaugurazioni interesseranno poi via via location prestigiose come Montecarlo e Parigi, per proseguire in Medio Oriente e Sud Africa; ottobre e novembre saranno dedicati agli Stati Uniti, dicembre e gennaio ai Paesi asiatici. "Tutta la produzione del 2012 è stata prenotata dai concessionari", spiega Sheriff, "e negli Usa ci sono ordini per i prossimi due anni e mezzo, mentre a Hong Kong abbiamo esaurito un anno e mezzo di prenotazioni in cinque giorni". Se la domanda è soddisfacente, ora bisogna lavorare sulla produzione: "Attualmente", prosegue Sheriff, "riusciamo a completare cinque vetture al giorno, ma nei prossimi mesi arriveremo a nove. Per ottenere questo risultato dobbiamo ottimizzare i rapporti coi fornitori, che sono circa 200".
Soprattutto arancioni. Sheriff snocciola dati curiosi sui colori scelti dai clienti: il 18% delle McLaren stradali ordinate è dell'arancione speciale scelto per il lancio, il 12% nero metallizzato e un altro 12% arancione "classico", quello delle storiche F.1 e Can-Am del marchio. Infine, un 6-7% è di un rosso definito "sofisticato". Qualche intervento è stato fatto per aumentare il rumore della vettura, considerato da alcuni clienti non abbastanza aggressivo: ora, regolando il manettino del set up su "track", il rombo diventa più consistente ("Serve quando qualcuno vuole fare il ragazzaccio", commenta Sheriff), mentre resta soft per l'uso "quotidiano" nelle posizioni Normal e Sport.
Produzione complessa. "Se avessimo fatto semplicemente un'auto da 800 CV sarebbe stato quasi banale", prosegue il manager della Casa britannica; "il nostro compito era invece realizzare qualcosa di speciale dal punto di vista tecnologico; però questo comporta delle difficoltà produttive maggiori. Oggi produciamo un'auto in due ore, a regime ne faremo una ogni 45 minuti; le macchine, però, devono uscire perfette dalla linea di assemblaggio. Per questo attualmente controlliamo il minimo difetto a fine linea, risaliamo alla causa e la eliminiamo, in modo da risolvere tutti i problemi iniziali: è come togliere i sassi dal fiume perché possa scorrere meglio".
Alla McLaren c'è stato anche un travaso di risorse umane dalla F.1 alla produzione di serie: "Il direttore tecnico", racconta Sheriff, "è stato capo delle simulazioni delle monoposto per 10 anni; l'ex responsabile dell'aerodinamica, che ha realizzato la vettura campione del mondo con Hamilton nel 2008, oggi si occupa di aerodinamica e calcoli delle vetture stradali. Ed è felice, perché prima doveva lavorare di cesello su piccolissimi elementi per ottenere guadagni di millesimi, mentre ora ha una libertà di progettazione che soddisfa la sua creatività". A Woking, intanto, si guarda al futuro: in casa ci sono 500 scocche pronte, mentre fra una settimana muoverà i primi passi il prototipo del prossimo modello. Nei programmi c'è una McLaren molto più estrema, qualcosa che si confronterà, più che con la Ferrari 458 Italia, con supercar come la futura Porsche e le Lamborghini.
Emilio Deleidi
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