Eventi

Urban Mobility
Il "modello Milano" messo in discussione - RIVEDI LA DIRETTA

Urban Mobility
Il "modello Milano" messo in discussione - RIVEDI LA DIRETTA
Chiudi

Politiche della mobilità, transizione verso la trazione elettrica, validità del cosiddetto "modello Milano" nella progettazione delle dinamiche cittadine: sono stati questi i temi al centro di Urban Mobility, il talk organizzato oggi da Quattroruote in collaborazione con l’Automobile Club Milano, con la presenza di alcuni degli ospiti nella sede di corso Venezia del sodalizio e con altri, invece, collegati da remoto. A moderare gli interventi Laura Confalonieri, vice direttore di Quattroruote, che ha introdotto l’evento ricordando come la pandemia abbia riportato al centro dell’attenzione degli utenti l’automobile, percepita come mezzo di trasporto più sicuro, soprattutto rispetto ai mezzi pubblici.

Urban Mobility - Il modello Milano tra realtà e ambizione

Tutto questo è però avvenuto in un momento in cui Milano stava attraversando una profonda trasformazione con progetti come il car e il bike sharing e la spinta nei confronti della cosiddetta mobilità dolce, indotta anche attraverso strumenti di limitazione alla circolazione come l’Area B e l’Area C. Quattroruote non ha mai voluto combattere battaglie di retroguardia in favore di un uso irrazionale dell’automobile, ma ha ritenuto necessario avviare un momento di riflessione, coinvolgendo le principali parti in causa su un tema di scottante attualità.

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-03

Geronimo La Russa, presidente Automobile Club Milano

La posizione dell’Automobile Club. Padrone in un certo senso di casa, vista la sede dell’evento, il presidente Geronimo La Russa ha ricordato come il sodalizio degli automobilisti da più di un secolo si spenda costruttivamente in favore di una mobilità intelligente e fluida: ne è un esempio l’esperienza di car sharing condotta dall’ente fin troppo in anticipo sui tempi, ma oggi seguita da esempi di successo. Ciò non esime l’A.C. Milano da formulare critiche alle azioni condotte negli ultimi tempi dalla giunta milanese: alcune scelte attuate in tempi di Covid, come la creazione delle piste ciclabili in corso Buenos Aires e il conseguente restringimento delle corsie riservate alle auto, sono risultate frettolose. In generale, secondo La Russa Milano si sta rivelando una città poco amichevole nei confronti dei city users, di coloro cioè che vivono all’esterno dell’area urbana in senso stretto e vorrebbero fruire con maggiore facilità dei servizi offerti dalla metropoli. Il presidente ha ribadito come il concetto di fluidità della circolazione sia essenziale ai fini della riduzione dell’inquinamento; in ogni caso, l’A.C. cittadino si rende sempre disponibile a collaborare con le istituzioni per trovare le migliori soluzioni per una convivenza efficace tra le differenti forme di mobilità, anche investendo, se necessario, sulla realizzazione e la gestione di ampi parcheggi di corrispondenza.

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-16

Marco Granelli, assessore alla Mobilità e ai lavori pubblici del Comune di Milano

La politica del Comune. Marco Granelli, assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici della giunta milanese, ha invece sottolineato come l’amministrazione abbia investito - e ancora lo stia facendo - sul trasporto pubblico, annunciando l’apertura in aprile di un primo tratto di tre fermate della linea 4 della metropolitana (che collegherà l’aeroporto di Linate alla città e arriverà nel 2022 a piazza San Babila), completata nell’arco dei due anni successivi. Il Comune sta anche lavorando per i prolungamenti della linea 1 e per consentire di portare fino a Monza la linea 5. Servono però risorse importanti e l’impegno della Regione per il potenziamento anche del trasporto ferroviario extraurbano. Granelli ha poi difeso le scelte di mobilità attuate dalla giunta, sostenendo che abbiano incrementato la sicurezza della circolazione soprattutto per gli utenti deboli della strada e ha rivendicato l’importanza di un uso più condiviso degli spazi, considerati un bene comune prezioso, a partire da quelli occupati da veicoli in sosta passiva. Su questo fronte, Granelli tira dritto: "A Milano l'auto viene usata solo per il 15-20% del tempo. Dobbiamo dimezzare i parcheggi in superficie: ne avremo di più in struttura, soprattutto quelli di interscambio".

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-17

Andrea Mascaretti, consigliere del Comune di Milano

La voce dell’opposizione. Di parere diverso, com’è facile immaginare, sono risultate le considerazioni di Andrea Mascaretti, consigliere del Comune di Milano di un partito dell’opposizione, che ha presentato recentemente oltre 3 mila emendamenti al Piano Aria Clima redatto dall’amministrazione del sindaco Sala. Un piano che, a suo avviso, per prima cosa manca di sostenibilità economica, visto che la drastica riduzione della circolazione dei veicoli privati porterebbe a minori entrate stimate in 150-170 milioni di euro annui. A questo si aggiunge il fatto che convogliare un maggior numero di utenti su mezzi come la metropolitana si scontra con gli esiti di studi dell’Arpa, l’agenzia per l’ambiente, secondo i quali nelle stazioni e sui convogli la concentrazione delle polveri sottili è dieci volte superiore a quella che si registra nelle strade cittadine più trafficate.

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-18

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia

Parola agli ambientalisti. Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha invece voluto smentire l’idea che l’associazione concentri tutta la propria attenzione sul traffico, trascurando l’apporto delle altre fonti di emissioni, dal riscaldamento all’agricoltura. Legambiente, ha spiegato il suo vertice, si batte perché le città possano essere maggiormente a misura d’uomo. Le procedure d’infrazione avviate nei nostri confronti dall’Unione Europea dimostrano del resto come esista in Italia e, in particolare, in Lombardia un serio problema d’inquinamento atmosferico e come sia necessario intervenire subito per porvi rimedio. Per questo, gli spazi liberi non devono più restare a disposizione solo delle auto, ma venire condivisi, cosa che troppo spesso non avviene.

2021-Crisci

Michele Crisci, presidente dell'Unrae

Le case automobilistiche. Le posizioni dei costruttori sono state espresse da Michele Crisci, presidente dell’Unrae (l’associazione delle Case straniere presenti in Italia), secondo il quale la mobilità deve essere definita come un concetto di sistema, una sorta di orchestra in cui tutti gli strumenti siano suonati in maniera coordinata; del resto, è quanto avviene nelle città del Nord Europa, dove non esiste conflitto fra il trasporto pubblico e quello privato. "L’industria automobilistica ha fatto passi avanti enormi in tema di tecnologie sostenibili ed è pronta a offrire ai consumatori un’ampia gamma di soluzioni, la cui domanda dev’essere sostenuta: a questo scopo sono in corso interlocuzioni con il governo (uscente e futuro) per dare una forma strutturale ai contributi per il rinnovo del parco circolante, anche facendo ricorso al recovery fund".

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-07

Gianluca Italia, amministratore delegato della concessionaria Overdrive

"Clientela confusa". La pluralità di soluzioni tecnologiche, però, come sottolineato da Gianluca Italia, amministratore delegato della concessionaria milanese Overdrive, insieme con la diffusione di notizie allarmanti sulla futura possibilità di usare l’auto in città, sta creando confusione nella clientela, che finisce per essere disorientata: a suo parere, quindi, è necessario rassicurare gli utenti, garantendo una politica di mobilità a 360°. Anche nel capoluogo lombardo. "L'automobilista", ha precisato Italia, "è un cittadino come tutti che chiede chiarezza e soluzioni. I milanesi devono avere la possibilità di usare mezzi diversi indipendentemente da obblighi e imposizioni. Invece, andare in centro diventerà un privilegio".

Confcommercio: "Comune autofobico". A margine dell’incontro abbiamo raccolto anche le opinioni di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità e di Confcommercio Mobilità e interlocutore dell’amministratore cittadina nei tavoli di confronto, che ha espresso ampie riserve nei confronti di un Comune che giudica "autofobico e sposato con l’ideologia ambientalista più intransigente". Questo ha portato, a suo parere, a iniziative dannose come quella della pista ciclabile (mal strutturata) da corso Venezia a viale Monza, un asse fondamentale di penetrazione alla città, oggi ridotto a un’unica corsia di scorrimento, con riflessi drammatici sulla fluidità del traffico e, quindi, sulla qualità dell’aria. Per Buongiardino, l’attuale amministrazione milanese è eccessivamente concentrata sulle necessità di un centro storico, dal diametro peraltro contenuto e quindi facilmente fruibile a piedi o con le linee di metropolitana, a scapito dell’accessibilità dalle zone semicentrali e periferiche: una scelta poco inclusiva, che fa venire meno la vocazione di apertura e di accoglienza di Milano, unica vera metropoli europea italiana, almeno finché la pandemia non ha messo in ginocchio il turismo. Quello che Buongiardino non condivide è anche la volontà del Comune d’imporre alla città una velocità ridotta, intendendo con questo la penalizzazione della rapidità di pensiero, di utilizzo e di movimento che l’ha sempre contraddistinta; e ciò senza tener conto del fatto che, nonostante le oggettive difficoltà create dalla posizione della metropoli nella Pianura Padana, la qualità dell’aria è in continuo e notevole miglioramento, indipendentemente dalle azioni intraprese dall’amministrazione che, anzi, vanno a scapito della fluidità del traffico. Il presidente di Assomobilità rivendica anche la necessità di equilibrio e di libertà di scelta tra le modalità di trasporto; l’associazione, al proposito, propone la creazione di un hub nel quale si possano connettere sia la mobilità privata, sia il trasporto pubblico locale sia quella in sharing, per dare al cittadino la maggiore fruibilità possibile della città. Una fruibilità che dev’essere non solo ambientale, ma anche economica, visto il costo ancora elevato delle auto elettriche, nonostante le forme d’incentivazione. Quanto al Piano Aria Clima di Milano, Buongiardino sottolinea come il raggiungimento di obiettivi fissati con scadenze anche lontane, dal 2025 al 2030 e 2050, abbia un peso anche per le amministrazioni future, che potranno essere pure diverse da quella attuale, ma che dovranno confrontarsi con filosofi e decisioni prese ora. A questo scopo, Confcommercio intende raccogliere le istanze anche di altri portatori di interesse come i commercianti, gli esercenti dei mercati comunali coperti, gli ambulanti e i rappresentanti di tutto il mondo produttivo della città, per dare all’amministrazione dei segnali precisi da parte delle associazioni di categoria e di tutte le parti in causa.

2021-Quattroruote-Urban-Mobility-modello-Milano-25

L'intervento di Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote

Il futuro è oggi. Che ci sia, comunque, un cambiamento importante in atto è un fatto certo, come ha sottolineato il direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini, e i risultati del referendum La novità dell’Anno condotto tra i lettori della rivista ne è la riprova: il cambio di paradigma è ormai alle porte e il 2021 potrebbe essere proprio l’anno di un mutamento di passo culturale decisivo e irreversibile.

COMMENTI

  • La battaglia avviata da Granelli in un periodo in cui si doveva facilitare la circolazione delle auto è una cosa senza senso ed evidenzia una incapacità di adeguarsi alle situazioni. Imbavagliare il traffico per mandare la popolazione sui mezzi pubblici è una evidente spinta alla contaminazione Covid. Le baggianate relative a piste ciclabili e monopattini non sono che fumo negli occhi. Quanti adulti lavoratori o anziani posso usufruire di questi mezzi? E mentre il Covid avanza noi li mettiamo tutti su un autobus? Inquinamento: certo ma quanto inquinamento fanno i camion che percorrono migliaia di kilometri sulle nostre tangenziali. Il tanto esecrato diesel di una berlina che consuma 1/5 di un camion e percorre 1/10 dei kilometri è proprio il responsabile maggiore dell'inquinamento? Dunque il problema non è fare le piste ciclabili ma molto più a monte e certamente Granelli con le sue fantasie che bloccano l'attività della più importante città italiana, non apporta benefici ma solo applausi da una minoranza di falsi verdi, spinti dall'ideologia politica avulsa dalla realtà
  • Il traffico e tutto quello che ne consegue sono creati al 98% dai pendolari metropolitani e non. La soluzione è smart-working per tutti quei lavori dove non è necessaria la presenza fisica sul posto di lavoro. Bisogna limitare al massimo tutto ciò che crea traffico/spostamento e vedrete come il traffico diminuirà drasticamente e in poco tempo. Anche prendere la metro o un autobus sarà un piacere e chi potrà, userà la ciclabile o andrà a piedi. Le attività che si basano sul pendolarismo dovranno necessariamente ridimensionarsi al ribasso, Ma si ridimensioneranno al rialzo (e assorbiranno i disoccupati), quelle basate sulla stanzialità del cliente che lavora in smart-working e che ad esempio, preferirà il bar all'angolo piuttosto che quello vicino al suo ufficio.
  • Min**ia, che brutta squadra!!!
  • Non abito a Milano e cerco di andarci il meno possibile, anche le riunioni di lavoro cerco di farle nell'interland. Ormai sono almeno un decennio che non ci metto piede. Vivendo a Roma conosco i risulati della zona a q traffico limitato, sono nato al Pantheon, e li la mia famiglia ha sempre avuto sia l'abiatzione che la sede dello studio, con la creazione della zona a traffico limitato, si siamo trasferiti sia cn l'abitazione che con lo studio, in quanto era diventato impossibile raggiungerci, e come noi molte attività si sono spostate, di conseguenza molte attività commerciali storiche hanno chiuso, tqanto che ormai non ci metto più piede da almeno 6/7 anni, tutti i miei acquisti e frequaentazioni locali sono esterne all'area senza auto. E come me molti colleghi si sono traferiti fuori. L'area è ormai frequentata dai soli turisti, ma i romani ci mettono piede ben poco.