Un’anacronistica legge del 2011 impone a chi ha conseguito la patente B da meno di un anno di non guidare auto considerate “potenti”, ovvero con potenza superiore a 70 kW (95 CV) e potenza specifica, riferita alla tara, maggiore di 55 kW/t. A parte la scarsa efficacia e i problemi che ha sollevato in molte famiglie, questa norma si scontra oggi con una grave incongruenza, legata alla crescente diffusione delle auto elettriche. Le vetture a batteria, infatti, riportano sulla carta di circolazione non la potenza di picco, spesso elevata, ma quella “massima sui 30 minuti”, come previsto da un regolamento dell’Unione Europea. Un valore, misurato con prove al banco, che risulta sensibilmente inferiore a quello massimo, ma che è valido ai fini della legge sui neopatentati, oltre che per il calcolo delle imposte. Il risultato è paradossale, come dimostrano gli esempi pubblicati sul numero di marzo di Quattroruote in cui abbiamo confrontato modelli analoghi con propulsore elettrico e termico come la Hyundai Kona, la Opel Corsa e le Volkswagen ID.3 e T-Cross. Le prime, infatti, che hanno prestazioni più elevate soprattutto in termini di accelerazione e ripresa, sono alla portata dei neo-automobilisti, le seconde, invece, no. La Hyundai Kona Electric 64 kWh, per esempio, brucia lo 0-100 km/h in 7,2” e riprende da 70 a 120 km/h in soli 5,8”, contro i 10,5” e 17,3” della Kona 1-6 CRDi con motore a gasolio; ancora più ampio il divario tra la Volkswagen ID.3 (i cui tempi sono, rispettivamente, di 7” e 6,5”) e la T-Cross 1.0 TSI 95 CV (che ferma i cronometri su 11,2” e 21,8”). Un motivo in più, dunque, per abolire una legge assurda e anacronistica, contro la quale Quattroruote si batte fin dalla sua entrata in vigore.