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Project 50
Gli eSports sono il futuro, non solo per le corse: ecco perché - VIDEO

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Nel mondo dell'auto reale e virtuale sono legati a doppio filo. Perché le simulazioni digitali sono fondamentali per lo realizzazione delle automobili, con i modelli matematici che vengono adattati per trovare le migliori soluzioni tecniche prima ancora della messa in produzione dei prototipi utilizzati per lo sviluppo dei modelli di serie. In tutto questo, il simracing ha un ruolo cruciale: essendo sempre più realistico, consente di "provare" soluzioni tecniche senza spendere centinaia di migliaia di euro per realizzarle concretamente. In più, in caso di problemi o incidenti, basta un tasto per tornare indietro. A tutto vantaggio della sicurezza e del contenimento dei costi.

L'incontro. Di questi temi, e di molto altro, si è parlato durante il quarto appuntamento di “Dallara 5.0: il futuro prende forma”, intitolato "eSports: il futuro delle corse è virtuale?". L'incontro, moderato dal nostro direttore Gian Luca Pellegrini, ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del settore degli eSports, come Alessio Cicolari, ceo di Ak Informatica, e Simona Bocchetta, Product Manager Consumer Business di Lenovo, affiancati dall'ex pilota e commentatore televisivo Matteo Bobbi e dal padrone di casa, l'ad della Dallara Andrea Pontremoli.

Numeri impressionanti. Introducendo gli ospiti, il nostro direttore ha illustrato alla platea presente alcuni numeri sul mondo degli eSports che, di fatto, trae le proprie origini negli anni Settanta. Il vero boom mediatico arriva alla fine negli anni Novanta, con le prime gare sponsorizzate e montepremi milionari. Gli eSports si sono evoluti molto nel nuovo millennio e nel 2014 ne è stato proposto l'ingresso tra le discipline olimpiche: alle Olimpiadi del 2024 ancora non ci saranno, ma potrebbero trovare spazio nelle edizioni successive. D'altronde, quello delle competizioni di videogame è un mondo che coinvolge milioni di persone in tutto il globo, generando introiti miliardari: nel 2022, infatti, si stima che il giro d'affari legato al mondo dei videogiochi sarà attorno ai 200 miliardi di euro.

Dal virtuale al reale. Il primo intervento è stato quello di Matteo Bobbi, che fin da subito ha sottolineato quanto il settore degli eSports meriti rispetto, perché è un mondo a sé stante, che aiuta molti giovani ad avvicinarsi alle competizioni reali, mostrando il loro talento senza dover investire le cifre elevatissime che oggi servono per correre in auto. Avvicinarsi al mondo del simracing non è troppo costoso: esistono sistemi per tutte le tasche per iniziare, potendo man mano evolvere la propria postazione per seguire la propria crescita. Durante la serata di Varano de' Melegari, la Dallara e la AK Informatica hanno esposto per la prima volta la loro nuova postazione professionale: composta da tre schermi, ha un sistema di force feedback particolarmente avanzato. Come spiegato da Alessio Cicolari il simulatore, realizzato con svariate parti di fibra di carbonio prodotte direttamente dalla Dallara, sfrutta degli attuatori elettrici per ricreare i movimenti "di cassa" dell'auto, mentre le cinture a cinque punti vengono tese in maniera diversa a seconda del tipo di curva per simulare l'effetto dell'accelerazione laterale sul guidatore.

Si simula per poter sbagliare. Ma perché un colosso come la Dallara crede così tanto nella simulazione? A spiegarlo è lo stesso Andrea Pontremoli, che sottolinea l'importanza di poter provare varie impostazioni tecniche senza dover realizzare prototipi: "Usiamo questi simulatori perché l'innovazione che cerchiamo di portare nasce dall'errore. E la simulazione è un modo per sbagliare a basso costo e sbagliare molto. Il nostro simulatore di guida, la galleria del vento e i supercomputer Lenovo che usiamo per i crash test sulle fibre di carbonio sono tutte simulazioni con modelli matematici che rappresentano la realtà e ci permettono di fare moltissime prove che nel mondo reale non potremmo fare. Così possiamo far guidare a un pilota un'auto che non è mai stata costruita. Quindi si guidano modelli matematici: si può fare l'auto più lunga, più larga, più potente... Questo ci aiuta a sviluppare i prodotti e ci permette di portare delle innovazioni prima di produrre fisicamente le cose".

L'hardware è importante. Per ricreare il più fedelmente possibile la realtà, avere un computer di ultimissima generazione è fondamentale. I gamer d'alto livello, come sottolineato da Simona Bocchetta, continuano ad aggiornare i propri sistemi e, a cascata, anche i videogiocatori amatoriali li seguono. Questo è soprattutto legato alle schede grafiche: "Con la pandemia c'è stato un incremento esponenziale delle vendite - ha affermato la Product Manager Consumer Business di Lenovo -, soprattutto sul lato gaming". Ma avere computer differenti non può penalizzare alcuni giocatori? A questo ha risposto Alessio Cicolari, ricordando che negli eventi in presenza tutte le postazioni hanno lo stesso hardware: "A livello molto alto anche solo dieci fotogrammi al secondo che la scheda video riesce a fare per molti pro player può fare davvero la differenza".

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