Matteo Salvini ha colto l’occasione del nostro forum sul futuro dell’auto, Quattroruote Next, per ribadire la sua netta contrarietà alle decisioni prese dall'Europa: "L'auto elettrica è pura ideologia, un suicidio economico, industriale, sociale e perfino ambientale", ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Intervistato dal nostro direttore, Gian Luca Pellegrini, Salvini ha però evidenziato come molte cose siano cambiate negli ultimi mesi, portando la "ragione a vincere sull'ideologia": è il caso di alcuni temi rilevanti per il futuro dell'industria europea delle quattro ruote, in primis gli e-fuel, richiesti a gran voce dalla Germania e infine inseriti in una deroga all'ormai famoso bando delle auto endotermiche.
C'è spazio per cambiare le cose. Salvini ha ricordato che "nel 2026 si farà un punto" sullo stop alla vendite di nuove auto a benzina e diesel nel 2035, ma "con una nuova commissione" e non con un organo che "sembra voler complicare la vita ad aziende che stanno già investendo sull'elettrico" e non hanno bisogno di ulteriori ostacoli come l'Euro 7: "Bisogna capire che il 'tutto elettrico' significa fare una scelta che ci pone in una posizione di subalternità" rispetto ad altri Paesi, ha sottolineato Salvini. In ogni caso, per il ministro il governo Meloni si è ritrovato con numerosi dossier e ora sta cercando di recuperare il tempo perso: "Ciò che abbiano fatto negli ultimi undici mesi, l'abbiamo fatto ascoltando chi di dovere. Sull'auto, io personalmente ho fatto più di un incontro con sindacati, imprenditori, associazioni di settore e media. A tal proposito voglio ringraziare Quattroruote per il lavoro preciso e obiettivo sul tema della transizione".
Scelte pro-Cina e... il Qatargate. Tornando sul bando delle endotermiche, Salvini ha fatto anche un parallelo con il Qatargate: "Nessuno mi toglie il dubbio che la decisione dell'Europa sia folle, anti-economica, anti-industriale e anti-ambientale e che sia stata presa per arroganza, ignoranza o per convenienza perché mi sembra chiaro che avvantaggi la Cina e il suo sistema industriale". Zero dubbi sulla necessità di procedere lungo la strada della decarbonizzazione, ma il ministro ritiene che serva un cambio di approccio a Bruxelles, per evitare "alcuni eccessi: gli ultimi sviluppi hanno aperto un varco nelle certezze granitiche della Commissione", ha notato Salvini. "Noi stiamo cercando di sfruttare questo varco, questa apertura non ideologica".
Sì al nucelare. Una delle vie prospettate da Salvini è quella delle rinnovabili: "Fanno parte del futuro, ma è una pia illusione pensare di abbandonare le fonti fossili". Ecco perché serve il nucleare: "Mentre stiamo parlando sono in funzione 100 reattori, dire di no all'energia atomica sarebbe solo ideologico", ha spiegato il ministro, ribadendo l'idea di una centrale a Milano: "Perchè no se è sicuro?", si è chiesto il leader della Lega, che poi ha scherzato alla domanda se l'idea sia stata già presentata al sindaco Giuseppe Sala: "Sì, tra una pista ciclabile e l'altra".
Serve un piano per la mobilità. Proprio le piste per le biciclette sono state oggetto di critiche da parte del ministro: Salvini ha citato il caso di corso Monforte e sottolineato l'aumento degli incidenti di pedoni e ciclisti; a suo avviso, "la principale causa non è la velocità, bensì la distrazione al volante o l'uso dei telefonini". In tal quadro, si inseriscono le apposite misure del nuovo Codice della Strada ("Urgente che entri in vigore"), ma soprattutto l'invito a usare "buonsenso" nello sviluppo di piani precisi per aiutare la mobilità sostenibile. A partire da piste ciclabili "sicure sia per i ciclisti, sia per gli automobilisti".
Basta guerra all'auto. Per Salvini, una cosa è certa: la mobilità leggera è sì da promuovere, ma senza fare la guerra all'auto. "Non mi iscrivo al partito dell'auto. Vanno bene le bici o i monopattini, ma senza tartassare i proprietari delle quattro ruote". E questo vale anche per il Green Deal: "La sostenibilità ha un costo e quindi va accompagnata. Abbiamo bisogno di tempo per affiancare il settore dell'auto con gradualità verso il futuro. Il solo elettrico non rappresenta una soluzione, né economica, né ambientale". L'ultimo passaggio riguarda le infrastutture e in particolare il Ponte sullo Stretto, per cui il ministro ribadisce il suo obiettivo: "Stiamo lavorando per posare la prima pietra nell'estate del 2024".
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