Smentendo il toto-nome, che dava per scontato un banale "F2006", la nuova Ferrari per i Gran Premi si chiama "248 F1", dove le prime due cifre stanno per la cilindrata del propulsore (2.4 litri, come vuole il nuovo regolamento), mentre la successiva allude al numero di cilindri (8, invece dei 10 delle scorse stagioni). Inedito il motore, completamente rivista la scocca, profondamente modificata l'aerodinamica: gli insuccessi del 2005, del resto, imponevano una forte inversione di rotta.

A prima vista, colpiscono soprattutto le pance laterali, piuttosto pronunciate, che convogliano l'aria calda sulle alette posteriori, contribuendo a incrementare il carico aerodinamico che, quest'anno, sarà più che mai importante, vista la perdita di potenza dei propulsori. Il cambio è un'evoluzione di quello utilizzato lo scorso anno; diverso è il serbatoio, di capienza maggiore (grazie alla minore lunghezza dell'otto cilindri), cosa che consentirà strategie più flessibili nei pit-stop.

Lunga 4,545 metri (con un passo di 3,050 m), pesante (come da regolamento) 600 kg con liquidi e pilota a bordo, la "248 F1" è stata costruita, secondo Aldo Costa, responsabile della progettazione, "intorno al nuovo motore V8, che ha costretto a rivedere l'impostazione globale della vettura. Rispetto allo scorso anno, tutto è stato radicalmente cambiato, il telaio è stato alleggerito, le sospensioni (soprattutto posteriori) modificate in vista di una migliore gestione dei flussi aerodinamici". Da questo punto di vista, com'è consuetudine per tutte le squadre, non è detto che la monoposto che debutterà in gara a marzo sarà identica a quella che ha girato oggi al Mugello: le prossime settimane saranno decisive per definire la veste aerodinamica definitiva.

Sulla livrea delle "248 F1" che saranno portate in gara da Michael Schumacher e Felipe Massa in evidenza, sul musetto, anche il logo della Martini, che fa così il suo ritorno in Formula 1, da dove mancava dal 1979.


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