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Silk-Faw
Roberto Fedeli nominato Chief Technology & Innovation Officer

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Roberto Fedeli nominato Chief Technology & Innovation Officer
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La Silk-Faw ha ufficializzato l’ingresso nella propria squadra manageriale di un altro grande nome del panorama automobilistico italiano e internazionale: Roberto Fedeli, ingegnere considerato il padre dell’Alfa Romeo Stelvio e della Ferrari LaFerrari, è stato nominato Chief Technology & Innovation Officer e membro dell’executive team della joint venture cino-statunitense pronta a investire 1 miliardo di euro a Reggio Emilia per la realizzazione di un polo per elettriche di alta gamma.

L’incarico. Nel suo nuovo ruolo, Fedeli sarà responsabile di identificare le tecnologie più efficaci e all'avanguardia per la serie "S", con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo sia nel mercato cinese sia in quello internazionale. Inoltre, avrà la supervisione dell’intero ciclo di sviluppo dei prodotti automobilistici e di mobilità fin dalla prima fase concettuale, nonché la responsabilità dei centri di innovazione della joint venture in Italia e in Cina, gestendo anche team di innovazione e sviluppo in entrambi i Paesi, collaborando con università, Think Thank e giovani ricercatori. Fedeli, poi, progetterà e implementerà la connettività, il digitale e si occuperà della strategia di elettrificazione della società.

Grandi nomi. "Questa ulteriore nomina dimostra il nostro impegno nell'attrarre talenti del settore automotive di livello globale. L'esperienza e la competenza di Roberto saranno fondamentali per contribuire a posizionare la Silk-Faw come player all'avanguardia nel comparto automotive e ingegneristico”, ha commentato il presidente Jonathan Krane, riferendosi anche ai precedenti ingressi nella squadra manageriale di altre personalità di spicco: Walter de Silva, considerato uno dei più grandi designer al mondo, e Amedeo Felisa, manager che ha contribuito alla rinascita e al rilancio della Ferrari dopo la scomparsa del suo fondatore, Enzo Ferrari. 

Un curriculum di peso. Fedeli ha iniziato la sua carriera proprio a Maranello, dove ha trascorso 26 anni ricoprendo ruoli con responsabilità crescenti, fino a quello di direttore tecnico tra il 2007 e il 2014, e guidando lo sviluppo di diversi modelli come, le 456, 355, 550 Maranello, 360 Modena, 458 Speciale, California e, soprattutto, LaFerrari, la prima ibrida nella storia del Cavallino Rampante. Nel 2014 è entrato a far parte del gruppo BMW per assumere la responsabilità dell'implementazione delle tecnologie di elettrificazione, ma dopo appena due anni è stato richiamato in Italia dall’allora amministratore delegato della Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, per ricoprire l’incarico di Cto della Maserati e dell'Alfa Romeo e guidare il polo espressamente voluto dal manager italo-canadese sulla via Emilia per rilanciare le sorti del Biscione e del Tridente. A lui si devono alcune soluzioni tecniche avanzatissime della Giulia e della Stelvio. Da circa tre anni era a capo del Centro Ricerche Fca di Torino, ma ora torna nella Motor Valley per seguire lo sviluppo della hypercar Hongqi S9 e di altri modelli che saranno prodotti a Reggio Emilia. 

COMMENTI

  • Altro segnale di smobilitazione del settore tecnico di FCA: progressivamente tutto verrà progettato in Francia, con chiusura di quello che resta degli uffici di Mirafiori