Industria e Finanza

Dieselgate Volkswagen
Accordo con Winterkorn, Stadler e altri ex: il gruppo sarà risarcito con 288 milioni

Dieselgate Volkswagen
Accordo con Winterkorn, Stadler e altri ex: il gruppo sarà risarcito con 288 milioni
Chiudi

Il gruppo Volkswagen chiude uno dei capitoli legati alla vicenda del Dieselgate. Il consiglio di sorveglianza, il massimo organo amministrativo del costruttore tedesco, ha infatti approvato un accordo con diversi ex dirigenti, tra cui Martin Winterkorn e Rupert Stadler, per risolvere l’istanza di risarcimento danni presentata lo scorso marzo in seguito ai risultati di un'indagine interna condotta per verificare le responsabilità dello scandalo emissioni: l’inchiesta ha stabilito, a carico dei vecchi manager, una violazione dei doveri di diligenza a causa del mancato chiarimento delle circostanze che hanno portato all’utilizzo di software illegali per la manipolazione dei sistemi di controllo. 

Il risarcimento. L’intesa, anticipata nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni della stampa tedesca, consiste di risarcimenti per un totale di 288 milioni di euro, di cui 270 milioni coperti dalle polizze assicurative contratte in passato con diverse compagnie (Aig, Zurich, Allianz, Axa, Qbe solo per citare le più importanti) per eventuali azioni di responsabilità. Circa diciotto milioni saranno rimborsati da vari dirigenti: Winterkorn, che tra l’altro oggi ha ricevuto una nuova incriminazione dalla Procura di Berlino per presunta falsa testimonianza in atto pubblico (è accusato di aver fornito false informazioni durante un’audizione al Parlamento tedesco) ha concordato il pagamento di 11,2 milioni di euro, mentre Stadler verserà 4,1 milioni. Stefan Knirsch, ex membro del consiglio di gestione dell’Audi, pagherà un milione di euro e Wolfgang Hatz, già consigliere della Porsche, 1,5 milioni. L’accordo deve essere approvato dall’assemblea degli azionisti del prossimo 22 luglio, ma il via libera è scontato: nel consiglio di sorveglianza siedono i rappresentanti dei maggiori azionisti della Volkswagen, tra cui le famiglie Piëch e Porsche che detengono oltre il 50% dei diritti di voto.  

COMMENTI