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Cobée: la mobilità dev’essere per tutti

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Cobée: la mobilità dev’essere per tutti
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Vincent Cobée, 52 anni, ceo della Citroën dal gennaio 2020, ha risposto alle domande di Quattroruote e a quelle di altre testate europee in occasione della presentazione della nuova C3 per i mercati indiano e sudamericano. Ecco quello che ci ha raccontato.

Qual è la piattaforma di questa nuova C3 per i mercati emergenti?
È un’evoluzione della cosiddetta piattaforma Cmp di PSA, che è stata adattata all’utilizzo, alle condizioni di guida, come alle regolamentazioni locali. Non ha un nome specifico ed è potenzialmente elettrificabile.

Si è saputo da poco dello stop alla produzione di auto Ford in India dall’anno prossimo. Questo vi potrà aiutare su quel mercato?
Non conosciamo le ragioni di questo annuncio della Casa americana. Sappiamo che quello indiano è un mercato difficile, lo so per esperienza. Quando introduci dei veicoli in India, devi tenere conto di alcuni elementi: la localizzazione, le fonti, la produzione. E poi ci sono marchi che dominano in quel mercato da molti anni. Quindi, per sopravvivere, hai bisogno non di mantenere le vendite, ma di essere competitivo. Inoltre, è necessario essere agile e flessibile. Se tu cominci costruendo grandi stabilimenti, investendo in una rete costosa, e attendi gli sviluppi delle vendite, ti ritrovi con elevati costi fissi. Bisogna investire in partnership, in capacità progressive, in uno sviluppo agile della rete e della manutenzione, in soluzioni di vendita digitale e nella mobilità.

Dopo quella indiana e sudamericana, quali sono le specifiche strategie per le altre regioni?
In generale, vogliamo rispondere alle richieste di progresso, di mobilità individuale e di qualità della vita dei singoli. Insomma, tutto ciò che riguarda il benessere. Facciamo un esempio. In Europa sentiamo ogni giorno i media e i politici discutere di elettrificazione: così quest’ultima, corre il rischio di diventare costosa e, quindi, esclusiva. Per la Citroën, invece, la libertà della mobilità dev’essere per tutti, infatti stiamo combattendo l’aumento dei costi, come conseguenza dell’aumento dei tempi di attesa. Abbiamo una visione bilanciata dell’incremento della gamma, perché così s’innescano anche la crescita dei costi e dell’attesa. E un esempio può essere l’Ami, in cui abbiamo introdotto l’elettrico, ma ridotto il peso, il prezzo e l’età di utilizzo per preservare la mobilità in modo pulito. Così, tutte queste particolari opinioni di marca sono valide, in Italia o in India. Noi partiamo da dove si trova un mercato, dalla transizione energetica che serve, ma vale la stessa visione di fondo, innovativa e guidata dal benessere degli utilizzatori.

Avete due strategie, per i mercati maturi e per quelli emergenti. Quando vedete l’intersezione dei due percorsi e quali saranno i veicoli adatti a raggiungere gli sviluppi sperati?
L’Europa si sta muovendo, giusto o sbagliato che sia, verso l’elettrificazione pura e sta accelerando, sulla base delle proposte sulle emissioni annunciate dalla Commissione europea lo scorso 14 luglio. Qualcosa di simile è visibile negli Usa, con possibile aumento della velocità persino nel caso di obiettivi a breve termine. Sarà invece davvero difficile prevedere quale sarà l’effetto domino sui vari mercati. Qui da noi, la normativa Euro 7 costringerebbe comunque a puntare sull’elettrificazione. Ma ci sono altri mercati che si trovano molto più indietro. Quanto tempo impiegheranno per svoltare verso l’elettrificazione risulta una sfida interessante, che si snoda tra domanda di mercato, capacità delle forniture e normative locali. Oggi, tra il destino dei motori termici e lo sviluppo delle elettrificate, la mia opinione è che, quando l’Euro 7 arriverà sui mercati europei, la marginalità delle vetture a combustione sarà inferiore di quella delle elettrificate. Proprio a causa dei costi aggiuntivi delle Euro 7 termiche. Così, penso ci sarà un ribilanciamento dell’offerta globale nel giro di un paio d’anni, tre-quattro al massimo.

Questa C3 è la prima di tre modelli: come si immagina gli altri?
Mi aspetto che abbiano personalità. Con questa famiglia cercheremo di coprire un’ampia gamma di utilizzi e di stili di vita.

2021-Citroen-C3-04

Quali saranno le strategie della Citroën rispetto al mercato americano e ad altri “sviluppati”?
Non mi risulta che abbiamo mai annunciato la volontà di entrare nel mercato nordamericano. In ogni caso, ogni brand avrà un obiettivo forte e piani decennali per consentire lo sviluppo e la transizione voluti. Per la Citroën, i piani ci daranno l’opportunità di diventare più competitivi ed efficienti, in particolare in India e Sud America. Entrare in un mercato maturo come quello americano è una ovvia necessità, ma gran parte dei marchi dell’ex FCA sono basati in Nordamerica e coprono una gran varietà di bisogni. Sapete anche però che le normative e i vincoli ambientali Oltreoceano sono molto diversi da quelli europei, tanto che i veicoli che vedete da noi, quanto a qualità dinamiche, a efficienza negli interni e a dimensioni compatte, non si adatterebbero automaticamente alla clientela nordamericana. I nostri piani di andare negli Usa, con PSA, sono stati sospesi ora che ci stiamo integrando nel gruppo Stellantis.

C’è una ragione per cui non porterete la nuova C3 in Cina? E, nel caso, c’è un altro modello da lanciare?
Il progetto CC21 è quello di una vettura compatta di segmento B, fascia di mercato che in Cina è dominata dai brand locali. Non c’è intenzione, quindi, di competere là con quel tipo di modelli della nostra gamma. Ed è anche chiaro che il futuro del nostro marchio, in Cina, passerà per il segmento C e per la parte “bassa” di quello D. La sentenza l’ho già pronunciata: c’è dunque un futuro per la Citroën in Cina.

Avete nei vostri piani un’altra Mpv, dopo la C4 Space Tourer?
Amo questa domanda. Stiamo ancora vendendo la C4 Space Tourer e penso che come spaziosità sarà forse l’ultima. Questo segmento sta scomparendo, davvero in modo molto rapido. Capisco perfettamente il rimpianto della gente che mi chiede spesso perché non mantenete la Space Tourer. Ormai è un dato di fatto che negli ultimi anni il genere delle Suv abbia reindirizzato le preferenze del pubblico. Così ho quasi timore di dover dire che, all’inizio del 2022, la C4 Space Tourer concluderà il suo ciclo vitale. E anche considerando che il cambio di preferenze dei consumatori verso le Suv cresce, ma non sarà indefinito, non c’è segnale, a oggi, di una possibile rinascita del genere Mpv.

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