Sostituire le auto usate più vecchie con quelle più recenti: ecco uno degli strumenti per favorire la transizione green, stando all’Acea. L’Associazione europea dei costruttori automobilistici chiede a Bruxelles di introdurre incentivi sulle vetture di seconda mano e di sensibilizzare i Paesi membri in tal senso (finora concentrati solo sul nuovo). I bonus dovrebbero essere legati alle emissioni, all’efficienza energetica e, nel tempo, essere sempre più orientati verso l’elettrico e l’ibrido plug-in.
Il peso dei numeri nel mercato dell'usato
A dimostrare l’importanza dell’usato in Europa sono i numeri: per ogni auto nuova immatricolata, in media ne vengono vendute tre di seconda mano. È su questo bacino che si muovono famiglie, giovani e lavoratori con redditi medi e medio-bassi, spesso esclusi dai bonus per le vetture nuove, soprattutto elettriche. L’Acea evidenzia come l’età media del circolante superi ormai i 12 anni, con picchi nelle aree continentali dell’Est e del Sud.
L'usato non è un mercato di serie B
Il mercato dell’usato è di "serie A" tanto quanto quello del nuovo: bonus a favore delle auto di seconda mano Euro 6 ibride, oppure elettriche, con contestuale rottamazione di milioni di veicoli Euro 3 e Euro 4, rappresenterebbero un gradino intermedio fondamentale per ridurre le emissioni di CO2, NOx e particolato. Si stimolerebbero inoltre le vendite del nuovo, poiché molte auto usate "giovani" derivano da leasing e flotte aziendali (un'ipotesi evocata anche dal governo italiano a inizio 2024).
Sostegno necessario contro l'inflazione
Il problema è che i listini del nuovo salgono per l’inflazione, le normative stringenti e i costi di elettrificazione, spostando la domanda verso l’usato. Senza politiche di sostegno, questo segmento rischia di diventare rigido, con offerta limitata e prezzi in crescita, come già accaduto durante la crisi dei chip del 2020, quando la mancanza di prodotto nuovo fece decollare i prezzi delle auto usate.
Una svolta coordinata a livello europeo
In definitiva, l’Acea chiede un cambio di paradigma: meno interventi frammentati e maggiore coordinamento europeo, con linee guida comuni sugli incentivi all'usato. L’Associazione propone anche più trasparenza sui dati, certificazioni armonizzate sullo stato delle batterie per le auto elettriche usate e sistemi digitali per tracciare l’intero ciclo di vita del veicolo, rafforzando la fiducia dei consumatori.
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