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Van den Acker
Renault e la strategia dei cinque centri stile globali: così nasce il design del futuro

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Modelli che guardano alle forme dei principali mercati del mondo, mutuando all’occorrenza caratteristiche chiave l’uno dall’altro per distinguersi nei rispettivi segmenti: così Renault ha costruito il proprio rinascimento stilistico, partendo da un’idea semplice ma efficace.
Le auto della Losanga non nascono più in un unico tempio creativo europeo, ma vengono sviluppate attraverso cinque centri stile distribuiti strategicamente nel mondo. A raccontarlo è il capo del design del Renault Group, Laurens van den Acker, che individua due parole chiave alla base della strategia: prossimità e diversità.

“Non è più pensabile disegnare una berlina per la Corea restando chiusi in un open space alle porte di Parigi, così come è impossibile comprendere davvero l’India o l’America Latina senza viverne traffico, luci, colori e abitudini quotidiane”.

Renault e la strategia dei cinque centri stile globali: così nasce il design del futuro

Il cuore della Losanga a Guyancourt

Perno della rete, che plasma l’identità stilistica delle vetture Renault, resta il grande centro di Guyancourt, nei pressi di Versailles: un campus che ospita circa 10-11 mila ingegneri e uno studio di 350 persone, concepito come una vera “città del design”, aperta e flessibile.

Le auto vengono osservate “da lontano, da vicino e da molto vicino”, sottolinea van den Acker. Attorno all’atelier centrale si affacciano tutti i marchi del gruppo, in un ambiente che favorisce la circolazione delle idee e il lavoro trasversale.

È qui che prendono forma i codici stilistici comuni, un vero “Esperanto della bellezza” capace di far dialogare oltre 25 nazionalità diverse: non a caso la struttura è soprannominata internamente “Nazioni Unite del design”.

L’espansione globale: da Bucarest a Curitiba

È però uscendo da Parigi che il modello Renault cambia passo. A Bucarest, in Romania, si trova il grande centro stile Dacia, da cui nascono modelli che ridefiniscono il rapporto fra essenzialità, robustezza e qualità accessibile.

In America Latina, a Curitiba, un team più snello di 20-25 persone lavora a stretto contatto con mercati che vivono l’auto in modo intenso e quotidiano, traducendo le esigenze locali in soluzioni coerenti con il DNA Renault, ma adattate a strade e condizioni specifiche.

Renault e la strategia dei cinque centri stile globali: così nasce il design del futuro

Il settore asiatico: l'India e il polo di Chennai

Fondamentale l’asse asiatico. In India, dove il gruppo è presente dal 2005, inizialmente a Mumbai e oggi a Chennai, il centro stile dialoga con uno degli ecosistemi industriali più densi al mondo, quello che van den Acker definisce la “Detroit dell’India”.

L’obiettivo è duplice: intercettare i gusti di un mercato in fortissima crescita e attrarre giovani talenti, grazie a studi moderni, tecnologie avanzate e la possibilità di lavorare su progetti globali.

Renault e la strategia dei cinque centri stile globali: così nasce il design del futuro

Seul: lo sviluppo dei segmenti D ed E

La tappa coreana è forse la più emblematica del nuovo corso. A Seul, dove noi di Quattroruote siamo stati poche settimane fa per vedere la Filante, Renault guida lo sviluppo dei segmenti D ed E per l’intero gruppo, operando in uno dei mercati più competitivi al mondo, a confronto diretto con giganti come Hyundai e Kia.

Una pressione costante che a Parigi viene letta come stimolo virtuoso, tanto da spingere il costruttore a rafforzare ulteriormente il ruolo dello studio, destinato a trasferirsi presto in una nuova sede per avvicinarsi ancora di più al talento locale.

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Una rete creativa interconnessa e digitale

A collegare questa costellazione di studi è un’infrastruttura tecnologica condivisa: strumenti digitali, grandi schermi, realtà virtuale e mista che permettono ai team di lavorare senza barriere geografiche. Designer di Parigi, Seul, Chennai o Curitiba possono operare sullo stesso modello in tempo reale. È così che è nata la nuova Twingo, sviluppata in soli 31 mesi grazie a una collaborazione continua tra Europa e Asia.

In questo sistema ogni centro stile contribuisce con la propria specificità a un progetto comune: non unità isolate, ma nodi interconnessi di una rete creativa globale, capace di anticipare già oggi quali forme avrà l’auto di domani.

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