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Industria e Finanza

Stati Uniti
Joint venture Cina‑Usa per produrre auto negli States: Ford "tenta" Trump

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Capovolgere la strategia che ha caratterizzato il mercato globale per una trentina d’anni: il CEO di Ford, Jim Farley, vuole ribaltare il tavolo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il top manager avrebbe discusso con esponenti dell’amministrazione Trump una cornice normativa per permettere ai colossi cinesi dell’auto di produrre negli Stati Uniti. L’idea prevede la creazione di joint venture in cui le aziende americane detengano la quota di maggioranza, ricalcando la strategia imposta da Pechino ai marchi occidentali negli anni 1990. L’obiettivo sarebbe quello di integrare la tecnologia cinese, giudicata da Farley superiore in termini di costi e innovazione, proteggendo il mercato interno e l’occupazione nazionale.

Una mossa non inattesa, perché la stessa Ford, secondo il Financial Times, avrebbe intrattenuto colloqui con Xiaomi al fine di costituire una joint venture per produrre auto elettriche negli Stati Uniti.

Giganti cinesi: opportunità e rischi

È vero che in passato Trump si è detto aperto all’insediamento di fabbriche cinesi sul suolo americano per creare posti di lavoro, ma il progetto dell’AD di Ford rischierebbe di avere, stando ai funzionari di Washington, implicazioni sulla sicurezza nazionale.

Joint venture Cina‑Usa per produrre auto negli States: Ford "tenta" Trump

Le joint venture in Cina: di che si trattava

Quando l’industria automobilistica cinese era agli albori, i produttori esteri che entravano nel Paese del Dragone erano obbligati a stabilire joint venture con le Case locali come SAIC e FAW. I colossi americani ed europei hanno ottenuto profitti enormi, finanziando per decenni le proprie operazioni globali grazie alle vendite record in Cina. Mentre l’Occidente si concentrava sui motori a benzina, i partner cinesi sfruttavano le collaborazioni per assorbire i processi industriali. Con la rivoluzione elettrica, la nazione orientale ha innovato in autonomia, prendendo il controllo della catena di approvvigionamento delle batterie.

Il concetto base di Farley, adesso, è semplice: se non puoi batterli, falli produrre sul tuo territorio, ma alle tue condizioni. Resterebbe tuttavia da sciogliere il nodo della reazione di Pechino: difficilmente il Dragone accetterebbe di partecipare a un match giocato interamente fuori casa e secondo le regole di Detroit, esportando il proprio know‑how elettrico che fa gola agli USA come al resto del mondo.

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