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Geopolitica
La Polonia teme lo spionaggio digitale: stop alle auto elettriche cinesi nelle basi NATO

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La Polonia chiude i cancelli delle proprie basi militari alle auto elettriche prodotte in Cina, trattando ogni veicolo non come un semplice mezzo di trasporto, ma come un potenziale “agente segreto su quattro ruote”, capace di trasmettere dati sensibili direttamente a Pechino.

I sensori LiDAR, le telecamere a 360 gradi e i microfoni ambientali delle elettriche cinesi agirebbero come microspie ad alto contenuto tecnologico. Il rischio paventato è che questi “007 digitali” in circolazione possano mappare le planimetrie dei siti strategici della NATO, registrare conversazioni e tracciare i movimenti logistici delle truppe.

L’auto elettrica nella roccaforte polacca

La nuova frontiera dell’intelligence avrebbe le sembianze di una berlina elettrica silenziosa e iperconnessa, tanto che ai militari è stato sconsigliato di sincronizzare gli smartphone con i sistemi di bordo cinesi, per evitare che dati criptati finiscano su server fuori dal controllo europeo.

Anche perché la Polonia non è solo un membro dell’Alleanza Atlantica: dal punto di vista geografico e strategico rappresenta il bastione orientale e il centro nevralgico della logistica militare europea. Questa sorta di tappo di sicurezza separa il cuore dell’Europa dalle aree di tensione con la Russia, che mantiene rapporti solidi con la superpotenza asiatica.

La Polonia teme lo spionaggio digitale: stop alle auto elettriche cinesi nelle basi NATO

La Cina protesta, ma in passato…

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha esortato la Polonia a non abusare del concetto di sicurezza nazionale: le restrizioni sarebbero una discriminazione ingiustificata contro le aziende tecnologiche di Pechino e un ostacolo alla libera concorrenza.

Secondo la Cina, le (presunte) preoccupazioni sulla cybersicurezza e sullo spionaggio tramite auto elettriche sarebbero un pretesto per colpire l’ascesa dell’automotive del Dragone in Europa.

Timori diffusi

A dire il vero, nel 2021 lo stesso governo cinese ha imposto restrizioni all’uso delle Tesla all’interno di siti sensibili. E anche gli Stati Uniti, durante l’amministrazione di Joe Biden, hanno alzato un muro contro la tecnologia automobilistica del Regno di Mezzo, limitando fortemente importazione e vendita di elettriche cinesi.

L'auto come asset geopolitico

Il precedente di Varsavia potrebbe avere un peso specifico rilevante: l’auto elettrica iperconnessa smette di essere solo un asset industriale per diventare un asset geopolitico, dando avvio a una partita a scacchi tra automotive e intelligence.

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