Il 2026 sarà un anno fondamentale per il futuro di Stellantis: a fine maggio è prevista la presentazione di un piano industriale su cui si concentrano le attenzioni di tutti, in primis degli investitori. Ne è consapevole l’intero vertice aziendale.
L’ultimo a parlare della rilevanza dell’appuntamento primaverile è stato il presidente esecutivo John Elkann durante una conference call sui risultati finanziari di Exor, il maggior azionista singolo del gruppo automobilistico, nonché di Ferrari e di altre realtà industriali come Philips.
Iveco, invece, è ormai destinata a passare sotto il controllo dell'indiana Tata Motors, dopo il perfezionamento della cessione del business della difesa a Leonardo, mentre è di queste ore la vendita della società editoriale Gedi, con in pancia la Repubblica e alcune emittenti radiofoniche, ai greci di Antenna.
Un anno "cruciale"
“Il 2026 per Stellantis sarà cruciale. Il 21 maggio, nel Capital Markets Day, presenterà il suo futuro, con l’intenzione di essere molto chiara su come intende migliorare come azienda e assicurarsi di essere e rimanere uno dei leader in un settore in continua evoluzione”, ha detto Elkann, sottolineando che “il 2025 è stato difficile, con un contesto complicato. Stellantis si è riorganizzata e, sotto la guida di Antonio Filosa, sta affrontando le sfide che si presentano a livello sia esterno sia interno”.
Toni simili si rinvengono nella tradizionale lettera annuale di Exor agli azionisti. Nel documento, a firma proprio del nipote dell’Avvocato, si legge che il gruppo “ha affrontato il suo anno più difficile, con perdite record e un significativo calo di valore”. Elkann evidenzia non solo i “dodici mesi impegnativi”, ma anche le pressioni esterne e, soprattutto, gli errori del passato già segnalati da Filosa. A tal proposito, il presidente si limita a sottolineare la “necessità di rivalutare alcune decisioni interne prese negli anni precedenti”. Ovvero, dall'ex CEO Carlos Tavares.
Le frecciate a Tavares
Nella sua lettera, Elkann chiama proprio in causa il predecessore di Filosa. “La lezione è stata dura”, ammette. “Nel 2023, Stellantis ha registrato ricavi netti record pari a 189,5 miliardi di euro e un utile netto di 18,6 miliardi di euro. Con il senno di poi, quella performance si è rivelata insostenibile. Questo ha sottolineato quanto rapidamente possano mutare le performance di un’impresa industriale complessa e quanto sia essenziale mantenere la disciplina operativa e la vicinanza ai clienti. Di conseguenza, il 2025 è diventato un anno da resa dei conti”.
Ora, si è invece data “priorità al rafforzamento dei rapporti con gli stakeholder”, ai criteri di qualità e alla “creazione di un ambiente in cui fosse possibile sollevare le questioni in modo diretto e affrontarle in modo costruttivo”, il che ha portato a un cambio di rotta verso “impegno e soluzione dei problemi”. Con Filosa, è stata avviata “una profonda trasformazione, ripristinando il rigore sulla qualità, concentrandosi nuovamente sugli aspetti fondamentali dell’ingegneria, della produzione e delle vendite, e rafforzando il senso di responsabilità in tutta l’azienda”.
Insoma, ora il gruppo può reimpostare le sue attività: “Ho fiducia nel fatto che Stellantis riuscirà a superare questa fase difficile", prosegue Elkann. "Grazie ai cambiamenti già attuati e alla rinnovata attenzione all’attuazione delle strategie e all’eccellenza dei prodotti, l’azienda è pronta a realizzare veicoli eccellenti, a riaccendere il proprio spirito innovativo e a continuare a soddisfare i clienti in tutto il mondo”.
Ferrari, dal canto suo, non è certo fonte di particolari preoccupazioni: rimane una macchina da utili (e dividendi) senza pari nel panorama automobilistico. Elkann ricorda solo che la Casa di Maranello “ha già illustrato il suo futuro: vuole crescere restando unica, e questo 2026 sarà un anno decisivo con il lancio della prima elettrica, la Luce, alla fine di maggio”.
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Il piano di Filosa - Stellantis, Elkann accelera e punge Tavares: “Dopo le crescite insostenibili puntiamo sulla qualità”
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