Dopo settimane di fuoco per i prezzi dei carburanti, la benzina fa registrare un nuovo record. La verde, infatti, ha toccato 1,568 euro al litro presso molti distributori della Esso, superando la soglia di 1,560 al litro che risaliva al 15 luglio del 2008. Una quotazione che in alcune aree del Sud, come la Campania, ha addirittura superato 1,616 euro al litro a causa delle addizionali regionali.

Shock economico. Le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme definendo la situazione un "vero e proprio shock economico". Primo fra tutti Carlo Pileri, presidente dell'Adoc (associazione difesa e orientamento dei consumatori), secondo il quale la situazione, congiuntamente all'inflazione, rischia di tradursi in una stangata "per le famiglie pari a 1.200 euro l'anno". Per calmierare i prezzi Pileri chiede l'intervento del Governo per ridurre le accise e congelare l'Iva.

Libia e oro nero.
Gli aumenti dei listini dei carburanti sono una conseguenza dell'impennata della quotazione del petrolio dovuta principalmente alle tensioni in Medio Oriente e in particolare in Libia. L'oro nero, infatti, nei Paesi dell'Opec (organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) la scorsa settimana ha chiuso a 111,42 dollari al barile. E anche sulla piazza di Londra si avvicina alla soglia di 120 dollari al barile.

Minimi e massimi.
In generale, sul territorio nazionale i prezzi medi della benzina, in modalità servito, variano da un minimo di 1,555 (Tamoil) euro al litro a un massimo di 1,568 (Esso), mentre quelli del gasolio vanno da 1,445 (Tamoil) a 1,461 euro al litro (Q8). R.Bar.