È stato lo stesso CEO Matthias Müller a confermare l'esclusione dai piani Porsche della baby-Boxster, una spyder entry level, da collocare al sotto della Boxster, con piattaforma condivisa con modelli Volkswagen e Audi.
Rischio "sovraffollamento". La 550, come alcuni l'avevano già soprannominata citando un modello storico della Casa, rischiava infatti di "diluire" troppo l'immagine del marchio, abbassando il livello d'ingresso al mondo Porsche più di quanto non sia stato fatto con il grande aumento della produzione e il proliferare di nuove varianti. La presenza di modelli di grande diffusione come la Cayenne, la Panamera e le stesse Boxster e Cayman sono quindi ritenute sufficienti, soprattutto considerando la posizione di leadership dell'iconica 911 e il confermato arrivo nel 2013 della crossover Macan.
La Pajun. Nella stessa occasione, Müller ha anche parlato della Pajun, l'ipotetica berlina-coupé, sorella minore della Panamera, che era tornata alla ribalta nelle ultime settimane: in questo caso il progetto potrebbe diventerà realtà soltanto dopo il 2016, quando la nuova generazione della Panamera sarà già stata presentata con una nuova piattaforma tecnica da sfruttare.
Obiettivo 200 mila unità. Porsche sta comunque sviluppando la propria gamma con una grande dinamicità, all'inseguimento di quell'ambizioso target di 200.000 vetture l'anno fissato per il 2018, e non mancheranno i modelli da sogno destinati a fare numeri relativamente piccoli, con un grande ritorno d'immagine: alla 918 Spyder plug-in hybrid si aggiungerà infatti il progetto 960 a motore centrale, la vera avversaria dichiaramente nata per sfidare la Ferrari 458. L.Cor.
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