È maschio, ha più di 55 anni di età, vive in provincia, soprattutto nelle aree rurali. È il profilo medio del guidatore di minicar che emerge dai dati presentati a Milano dall'Ancma, l'associazione di categoria dei produttori di quadricicli, che ha tracciato un bilancio su questo settore.
Ma oltre ai pensionati, c'è un'altra grande fetta di utenti: i giovani sotto i 18 anni, in particolare a Roma, dove le minicar sono da anni un vero fenomeno. Nel 2009 nella Capitale si sono vendute quasi 1.300 vetturette, il 17% del totale. L'Ancma raggruppa sei costruttori (Aixam, Casalini, Chatenet, Ligier, Microcar e Jdm) che rappresentano il 90% del mercato. Nel 2009 si sono vendute in Italia circa 8.000 vetturette e ne circolano oltre 80.000, che fanno del nostro Paese il secondo mercato europeo dopo quello francese, il più maturo, il primo in cui le microcar si sono diffuse e in cui hanno sede molte delle aziende costruttrici. Un mercato di nicchia, che resta comunque vivace nonostante la crisi.
Nel 2009 le vendite hanno segnato una flessione, contenuta (-5%) per quel che riguarda i quadricicli leggeri per il trasporto di persone (quelli che si guidano già a 14 anni con il patentino e che non superano i 4 kW di potenza, assimilati ai ciclomotori), mentre a livello globale la flessione è stata dell'11%. I quadricicli pesanti, quelli di potenza inferiore a 15 kW e massa inferiore a 400 kg, assimilati ai tricicli (si guidano con la patente A1) sono in genere meno diffusi e nel 2009 hanno fatto segnare un forte calo: -31%.
Il range di prezzo dei quadricicli varia tra i 9.500 e gli 11.500 euro. Questi mezzi possono essere dotati di clima, autoradio, navigatore, persino interni di pelle. Molti dei modelli sono spinti da motori diesel e sono omologati secondo la normativa Euro 2 per i ciclomotori, hanno emissioni medie di CO2 inferiori a 95 g/km e consumano in media 3 litri per 100 km. Rappresentano un'opportunità per persone impossibilitate a guidare vetture e per chi ha problemi motori, anche grazie al cambio automatico.
Per questo i costruttori chiedono da tempo che siano inserite tra i veicoli soggetti alle agevolazioni per i disabili (Iva al 4%). "Negli anni le dotazioni di sicurezza sono cresciute", ha spiegato Stefano Casalini, presidente dell'Ancma, "cinture di sicurezza obbligatorie, freni a disco sulle quattro ruote e telai a deformazione progressiva su gran parte dei modelli hanno reso questi mezzi più sicuri, molto più sicuri dei ciclomotori. Certo, meno sicuri di un'auto. Ma noi non abbiamo la pretesa di produrre automobili, anche se i nostri mezzi le richiamo nelle forme". Restano comunque alcune lacune, come la mancanza degli airbag.
"La sicurezza per noi resta importante", prosegue Casalini, "stiamo lavorando per incrementarla: abbiamo chiesto in sede europea di creare un protocollo ad hoc per i crash test. Quelli per le auto non sono applicabili ai quadricicli. Oggi sottoponiamo i mezzi a test volontari, ma vorremmo che fossero creati standard riconosciuti. Per quanto riguarda gli airbag, ci stiamo lavorando, compatibilmente con i nostri budget: svilupparli su questi veicoli ha un costo industriale molto alto per le dimensioni delle aziende produttrici e la ricaduta sul prezzo, già mediamente elevato, è alta".
Laura Confalonieri
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