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A luglio immatricolazioni in calo del 28% sul 2019

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A luglio immatricolazioni in calo del 28% sul 2019
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Il mercato italiano dell’auto rimane lontano dai livelli pre-covid anche a luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, lo scorso mese le immatricolazioni si sono attestate a 110.282 unità, in calo del 28,1% rispetto al 2019 e del 19,4% rispetto a un anno fa. Sulla domanda pesano diversi fattori negativi, tra cui l’esaurimento dei fondi per gli incentivi alla rottamazione e le problematiche legate alla crisi dei chip che stanno penalizzando la disponibilità di prodotto e i tempi di attesa. Inoltre, potrebbe aver pesato sull’andamento del mercato anche l’attesa per i nuovi incentivi, in vigore da poche ore e su cui puntano le attenzioni tutti gli operatori per avere un minimo di sollievo per il prosieguo dell'anno. Intanto i primi sette mesi del 2021 mostrano un immatricolato di 995.239 unità, il 19,5% in meno sui livelli pre-covid del 2019.

Segno meno per Stellantis. Il gruppo Stellantis immatricola 39.939 auto, il 31,9% in meno rispetto a luglio 2019, quando i gruppi FCA e PSA, non ancora confluiti nel nuovo costruttore euro-americano, avevano consegnato complessivamente 58.656 vetture. Tutti i nove marchi chiudono il mese con segno meno a eccezione della DS (+32,6 con 395 vetture): -56,9% per l'Alfa Romeo (938 immatricolazioni), -46,2% per la Citroën (3.411), +32,6% per la DS (395), -18,5% per la Fiat (16.420), -18,6% per la Jeep (6.071), -27,3% per la Lancia (3.140), -62% per la Opel (3.245) e -32,5 per la Peugeot (6.159). Infine, con 160 registrazioni, il marchio Maserati chiude luglio con un -36,8%.

Wolfsburg in discesa. In calo anche il gruppo Volkswagen: le 19.739 immatricolazioni implicano una contrazione del 22,5%. La flessione è il frutto del -18,2% dell’Audi (4.989 registrazioni), del -44,7% della Lamborghini (26), del -40,1% della Seat (1.426), del -14,9% della Skoda (2.095) e del -26,7% della Volkswagen (10.602). Il marchio Cupra, al quarto mese di presenza nel conteggio delle immatricolazioni, conta 601 vetture registrate, contro le 688 di giugno.

Renault e Ford. Il gruppo Renault continua a segnare performance peggiori rispetto a quelle del mercato: la Losanga immatricola 10.054 auto, il 40,6% in meno rispetto a luglio 2019. Di queste, 5.460 sono del marchio francese (-41,2%) e 4.594 della Dacia (-40%). Calo a doppia cifra anche per la Ford, che con 5.631 immatricolazioni chiude il mese di luglio con un -40,9%.

BMW e Daimler. In controtendenza il gruppo BMW: sono 5.416 le immatricolazioni, il 3% in più per effetto del +8,7% del marchio omonimo (4.042) e del -10,7% della Mini (1.374). Segno meno per la Daimler, che con 4.256 vetture chiude l'ultimo mese con un -38,4%: il marchio Mercedes cala del 20,1% (3.854) e la smart dell’80,7% (402).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota vede le immatricolazioni, pari a 6.794 unità, contrarsi del 4,3%: il marchio omonimo, con 6.455, cala del 3,8% e la Lexus, con 339, scende del 13,1%. Male anche la Suzuki, con un -21,6% (3.025), la Nissan, con un -36,7% (2.035), la Honda, con un -26% (462), la Mitsubishi, con un -56,8% (285), e la Subaru, con un -22,9% (192). Tra le giapponesi l’unica eccezione positiva è la Mazda: sono 1.012 le immatricolazioni, il 9,5% in più. Andamento negativo anche per le coreane: con 3.708 immatricolazioni la Hyundai flette del 13,3%, mentre la consociata Kia, con 3.518, perde il 12,4%.

Tesla in netto calo. Tra i marchi del segmento premium, la Volvo immatricola 1.389 vetture e perde il 14,2%, mentre il gruppo Jaguar Land Rover registra un -40,9% con 1.266 immatricolazioni, di cui 368 per il marchio del Giaguaro (-49,7%) e 898 per il brand delle fuoristrada (-36,3%). In forte flessione anche la Tesla: sono solo 9 le immatricolazioni, per una discesa del 94,7%. Andamento negativo per la Porsche (-36,8%, con 428 auto), mentre la Ferrari vede le immatricolazioni salire da 66 a 80.

Panda sempre in vetta. La classifica dei modelli più popolari vede sempre la Fiat Panda al primo posto con 7.238 unità, mentre la seconda posizione, a giugno conquistata inaspettatamente dalla Dacia Sandero, viene occupata dalla Fiat 500, con 3.719 unità immatricolate. Seguono, nell’ordine, la Jeep Compass (3.284), la Lancia Ypsilon (3.140), la Fiat 500X (2.844), la Toyota Yaris (2.843), la Volkswagen T-Cross (2.762), la Jeep Renegade (2.741), la Ford Puma (2.531) e la Dacia Sandero (2.525). Nel complesso, nella top ten sono ben sei su dieci le vetture del gruppo Stellantis.

Prosegue il boom delle elettrificate. Sul fronte delle alimentazioni, i dati forniti dall'Unrae evidenziano il trend di costante crescita delle elettrificate e, di converso, la continua contrazione dei motori endotermici. Nel complesso, l’aggregato delle auto ibride, plug-in ed elettriche cresce del 753,5% rispetto a luglio 2019 e vede la propria penetrazione migliorare dallo 0,9% al 10,2%. In particolare, le elettriche pure (5.096) registrano un incremento del 440,4% e salgono dallo 0,6% al 4,6% del mercato, mentre le ibride plug-in, grazie a un incremento del 1.512,3% (6.272), passano dallo 0,3% al 5,6%. Le ibride non ricaricabili, con un +290,3% e 32.736 immatricolazioni, passano dal 5,4% al 29,4% e superano abbondantemente le motorizzazioni tradizionali: le diesel perdono il 56,2% (25.218) e scendono dal 37,3% al 22,7%, mentre le benzina, con un -55,9% e 30.444 immatricolazioni, passano dal 44,7% al 27,4%.

Fiat 500 al vertice delle Ev. All’interno dell’aggregato delle sole elettriche, la top ten dei modelli più popolari vede la Fiat Nuova 500 tornare al vertice dopo appena un mese (a giugno era stata scalzata dalla Tesla Model 3): sono 883 gli esemplari immatricolati della city car torinese, mentre la berlina californiana esce del tutto dalle prime dieci posizioni. Dietro il Cinquino a batteria si piazzano la Renault Twingo (629), la Volkswagen Up! (374), la Smart fortwo (348), la Volkswagen ID.3 (309), la Peugeot 2008 (305), la Opel Corsa (292), la Renault Zoe (259), la Peugeot 208 (190) e la Hyundai Kona (190).

Male i privati. Quanto ai canali di vendita, i privati scendono del 27,4%, il noleggio a lungo termine del 12% e le società del 22,6%. In controtendenza il noleggio a breve termine, con un +50%. Pesante il calo delle autoimmatricolazioni: -55,4%.

Ancora giù le emissioni. Prosegue la riduzione delle emissioni medie di CO2: scendono a 119,5 g/km dai 143,2 di luglio 2019. Nei primi sette mesi dell'anno la media si attesta su 123,1 g/km, contro i 143,6 dello stesso periodo del 2019. Lo scorso mese sono state immatricolate 5.096 auto (4,6% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 5.677 vetture (5,1% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 68.888 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, il 61,9% del totale. Oltre a queste tre fasce, le cui vetture rientrano negli incentivi, sono state registrate anche 26.710 auto (24% del mercato) con emissioni comprese tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori di CO2 superiori ai 190 g/km sono stati 2.224, pari al 2% del mercato.

Il commento dell'Unrae. "Il rinnovo degli incentivi – afferma il Presidente dell’Unrae, Michele Crisci - era un provvedimento atteso, ma l’entità delle risorse risulta chiaramente inadeguata per sostenere, almeno fino a fine anno, la sostituzione del maggior numero possibile di auto inquinanti con vetture Euro 6. È quello che ripetutamente abbiamo chiesto come Unrae e che è stato recepito da molti parlamentari di tutti gli schieramenti. Il provvedimento approvato, per come è formulato, fa invece prevedere un rapido esaurimento dei fondi e, dunque, il rischio concreto che già a settembre ci sarà un nuovo stop del mercato”.

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