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Peugeot 108
Carriera finita anche per la citycar del Leone

Peugeot 108
Carriera finita anche per la citycar del Leone
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Dopo l'annuncio della Citroën relativo alla C1, anche la Peugeot ha comunicato la fine della produzione della 108. La piccola di segmento A della Casa del Leone è nata nel 2014 come erede della precedente 107, realizzata sulla medesima base della C1 e della Toyota Aygo. Da allora, in Italia ha conquistato circa 50.000 clienti.

La nuove entry level è la 208. Per una precisa scelta strategica del gruppo Stellantis, la 108 non avrà eredi dirette: il suo posto è quindi preso dalla versioni d'accesso della più grande 208, che viene proposta oggi sul mercato in varianti benzina, diesel e elettrica per assecondare tutte le esigenze di mobilità. La 108 ha potuto contare, nel corso della sua carriera, su numerose serie speciali e su una gamma di personalizzazioni particolarmente ampia, che ha portato i clienti a poter acquistare teoricamente circa 5.000 varianti diverse combinando le varie opzioni a listino.

COMMENTI

  • Il segmento A non esiste più. Anche la 500e è una segmento B (segmento D per il prezzo) così come lo sarà la nuova Panda. In pratica è iniziata l'era dell'auto per le sole élite che spingerà ai margini larghe fasce della popolazione. A cominciare dai giovani, che già ora si stanno disinnamorando delle quattro ruote e che sempre meno potranno pensare di avvicinarsi: ma chi ti mette 40.000 euro di macchina in mano per imparare?
  • Le C1 e 108 sono nate da un accordo tra Toyota (con la Aygo) e PSA nel 2001 per costruire utilitarie riducendone i costi. E così la C1 dal 2005 al 2010 ha anche "convissuto" con la C2 fino ad arrivare al 2021. Con la nascita di Stellantis la partnership con Toyota rimane esclusivamente per i veicoli commerciali leggeri. Se ci saranno delle future C1 e 108, saranno prodotte, come logico, sulla stessa piattaforma della futura Panda (la STLA Smal). Tra l'altro la nuova Aygo continua con solo l' unica scelta del 3 cilindri 1.0 a benzina da 72 cv di potenza, lo stesso di sempre, manco ibrido .... Citroën, invece, per la città propone la rivoluzione della mobilità urbana, una microcar elettrica come Ami (o Opel Rocks-e in Germania) con un prezzo da 5.000€ (con incentivi) e 3 ore per ricaricarla (da una semplice presa Shuko) e fare 75km ... in città già a 14 anni.
  • Mah... Non condivido questa tendenza all'abbandono del segmento A. Nel mio garage, una piccola c'è sempre stata e non credo che riuscirei mai a farne a meno: ingombri ridotti e versatilità le rendono impagabili. In più, quelle degli ultimi vent'anni sono diventate pure comode ed equipaggiate in modo tale da renderle all'occorrenza adatte pure a viaggi ben più impegnativi e persino al ruolo di unica auto di famiglia. Insomma... È un peccato. Vedremo la prossima Panda, con l'augurio che non si allontani troppo dalle dimensioni attuali e che non sfondi addirittura il muro dei 4 metri. E, soprattutto, che non sia solo elettrica: vorrebbe dire abdicare a quel suo ruolo di vettura tutto-fare che l'ha resa un mito inossidabile in tutte e tre le sue generazioni.
  • Una decisione che dimostra il controsenso delle politiche ecologiche ed imprenditoriali. SUV da 2,5 tonnellate elettriche ritenuti ecocompatibili e auto del segmento A, le uniche adatte alla città, che spariscono, pur avendo un impatto ecologico migliore di tutti di tutti i SUV elettrici.
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  • un Vero Peccato .. perche queste Piccole City Car , Dalla Toyota Aygo, Citroen C1 e Peugeot 108 , sono le Migliori Prime Auto per un Diciottenne che si appresta a Guidare un' Auto, Sia per la Mole Piccolina , Facile da Parcheggiare e Destreggiarsi in Tutte le Situazioni e cosa Non Indifferente il PREZZO !!!
  • Queste scatolette sono sempre state appannaggio dell'Europa, ormai un mercato marginale. Nell'ottica delle economie di scala è molto meglio costruire una segmento B che si possa vendere adeguatamente anche in Asia o Sudamerica.
  • Comunque le persone sono strane. La prima serie che era una vettura essenziale sia esteriormente che internamente, molto semplice ne hanno vendute moltissime, nonostante che le versioni marchiate Citroen e Peugeot, differissero tra loro per pochi particolari, posteriormente addirittura unicamente per il logo e il colore dei fari (Toyota ha sempre avuto una linea totalmente differente) Con l'ultima serie invece, benché fossero tutte ben riconoscibili e a mio modesto parere, dotate di un certo fascino, alla fine si sono rivelate quasi un flop. E' un peccato che non esistano più vetture come queste. Tanti giovani alle prime esperienze o anziani o semplicemente persone che ne fanno un utilizzo prettamente cittadino. troverebbe in queste auto tutto quello che cercano. Costi di acquisto contenuti, consumi bassi, facilità di parcheggio.
  • Ho l'impressione che invece di cercare di abbassare i costi delle EV vogliano togliere le versioni più economiche per farci convincere che sia normale che l'auto debba costare di più
  • C'è da sperare che il segmento A venga coperto almeno in parte da Fiat dopo la Panda attuale, anche se l'andazzo generale sembra di non volere più produrre citycar per via dei costi.
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