Arriva un nuovo segnale di ripresa dal mercato europeo dell’auto. A marzo, secondo i dati Acea, sono state immatricolate nell'area composta dai Paesi dell'Unione europea, dell'Efta e dal Regno Unito 1.581.169 vetture, l'11,1% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Il risultato del mese scorso, legato soprattutto a una crescita di quasi il 50% per le elettriche, porta il consuntivo del primo trimestre a un aumento delle targhe del 4,1%, con 3.521.110 unità.
Mercati: Germania prima tra i grandi Paesi
La suddivisione per aree geografiche vede l’Unione europea registrare a marzo un miglioramento del 12,5%, mentre i Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) crescono del 15,5% e il Regno Unito del 6,6%.
Tra i singoli mercati di maggiori dimensioni del blocco comunitario, è la Germania a mostrare le migliori performance, con un +16%. Bene anche la Francia (+12,9%) e la Spagna (+11,7%), mentre l'Italia segna un +7,6%.
Alimentazioni: boom di elettriche e plug-in
Anche a marzo prosegue la corsa delle vetture “alla spina”, da ormai diversi mesi in crescita a doppia cifra per la spinta delle Case automobilistiche a sostenerne le immatricolazioni, così da raggiungere gli obiettivi di emissioni, per la reintroduzione di incentivi all'acquisto in Paesi come la Germania e per il rinnovato interesse da parte dei consumatori per alimentazioni in grado di garantire risparmi nell'attuale contesto di rincaro dei carburanti.
A marzo, le auto elettriche sono cresciute in tutta Europa del 41,7% e le ibride plug‑in del 31,9%, mentre le ibride non ricaricabili salgono del 15,3%. In flessione tutte le motorizzazioni tradizionali: -10,2% per le auto a benzina, -14% per le diesel.
Se però si restringe l’analisi alla sola Unione europea, le elettriche balzano del 48,9%, spingendo la quota di mercato trimestrale al 19,4%, quasi quattro punti percentuali in più rispetto al 15,2% dei primi tre mesi del 2025. Bene anche le Phev (+28,2%), mentre le ibride, con un +20,1%, si confermano l’alimentazione preferita, con una quota trimestrale del 38,6%. Benzina e diesel, con un calo mensile, rispettivamente, del 9,4% e del 12,3%, valgono il 30,3% del mercato nel trimestre, contro il 38,2% di un anno fa.
I gruppi: in ripresa Stellantis, volano BYD e Tesla
Per quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in Europa, con 296.431 targhe e un +7,8%. Tra i singoli marchi spicca Skoda, con un +21,2%, mentre Volkswagen registra un +2,2% e Audi un +18,5%. Cupra flette del 6,3%, Seat dell'1,7% e Porsche del 14,5%.
Prosegue il recupero di Stellantis: 184.842 immatricolazioni e una crescita del 6,8%, grazie soprattutto al contributo di Fiat (+26,7%), Opel (+22,9%), Lancia (+15,3%) e Citroën (+18,3%). Male Peugeot (-10,6%), Alfa Romeo (-17,2%), Jeep (-2,6%) e DS (-6,7%).
Il Gruppo Renault immatricola 125.061 vetture, registrando un +3,9%, con un +3,6% della Losanga e un +3,8% di Dacia. In crescita anche i gruppi Toyota (+6,8%), Hyundai/Kia (+7,2%), BMW (+19,8%) e Mercedes-Benz (+3,8%), mentre alle loro spalle spicca il +6% di Saic e, ancor di più, il +155,2% di BYD. In forte ripresa Tesla, con +101,9%.
La classifica dei costruttori
(in ordine di nuove immatricolazioni)
- Gruppo Volkswagen (+7,8%)
- Gruppo Stellantis (+6,8%)
- Gruppo Renault (+3,9%)
- Gruppo BMW (+19,8%)
- Gruppo Hyundai/Kia (+7,2%)
- Gruppo Toyota (+6,8%)
- Mercedes-Benz (+3,8%)
- Tesla (+101,9%)
- Nissan (-3,8%)
- Ford (-14,5%)
- Saic (+6%)
- Volvo (+0,4%)
- BYD (+155,2%)
- Mazda (+37,4%)
- Suzuki (-5,5)
- Jaguar Land Rover (+8,7%)
- Honda (+31,1%)
- Mitsubishi (-33%)
Il commento dell'Unrae
Nella sua consueta nota di commento ai dati Acea, l'Unrae torna a evidenziare l’urgenza di una riforma della fiscalità delle auto aziendali in chiave “green”, volta ad accelerare la penetrazione dei veicoli a zero o bassissime emissioni – fino a 60 g/km di Co2 – nel mercato nazionale. Per l'associazione è indispensabile agire su detraibilità dell’IVA, deducibilità di costi e periodo di ammortamento per ridurre il divario competitivo con l'Europa.
"Secondo il più recente rapporto Acea sui benefici fiscali e gli incentivi per le auto elettriche - aggiunge il direttore generale Andrea Cardinali - le agevolazioni fiscali per i veicoli aziendali a trazione elettrica rappresentano un potente strumento per accelerare l’elettrificazione delle flotte, tant’è che ben 18 Stati membri dell'Unione Europea le hanno adottate, con modalità differenziate tra loro. In questo contesto, risalta in modo preoccupante la totale assenza di misure dedicate alle auto aziendali in Italia, unico fra i cinque Major Market europei a non averne.”
Per Cardinali è anche urgente intervenire sul rinnovo del parco circolante: "Il progressivo svecchiamento anagrafico e tecnologico della flotta appare imprescindibile, considerando le dotazioni di sicurezza attiva e passiva e le tecnologie di riduzione delle emissioni obbligatoriamente presenti nei veicoli di nuova generazione". "In parallelo, per lo sviluppo della transizione energetica, l’Italia necessita con urgenza di un piano accelerato di infrastrutturazione di ricarica elettrica, con una distribuzione territorialmente più omogenea, e di interventi sui costi di ricarica, affinché le tariffe risultino in linea con quelle praticate all’estero",. conclude il direttore generale dell'Unrae.
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