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Barometro Arval
Flotte, la pandemia accelera il cambiamento

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Flotte, la pandemia accelera il cambiamento
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Nonostante la pandemia, in Italia un fleet manager su tre si aspetta una crescita della flotta nei prossimi tre anni. Anche grazie all’assegnazione di veicoli a dipendenti attualmente non assegnatari. Non solo. Un gestore su due ha già inserito nella propria flotta veicoli elettrificati (ma se si considerano anche quelli che lo faranno nei prossimi tre anni, si arriva all’82% delle aziende). E ancora, a fronte di un 40% di aziende prive di punti di ricarica, il 26% ha in programma di farlo nel corso del prossimo anno e addirittura uno su dieci installerà, con spese a carico dell’azienda, infrastrutture presso le abitazioni dei propri dipendenti. Insomma, altro che crisi, le aziende sono fortemente proiettate verso il futuro, pronte a investire e determinate a innovare.

Indagine su 300 fleet manager. Questa, in estrema sintesi, è la fotografia del Barometro delle flotte aziendali l’indagine annuale che monitora e anticipa le tendenze del mondo della mobilità professionale in Italia e in Europa, e anche in alcuni Paesi extra europei, realizzata da Arval Mobility Observatory, la piattaforma di ricerca e di scambio di informazioni nell’ambito del settore delle flotte aziendali e della mobilità della multinazionale francese del noleggio a lungo termine. La diciassettesima edizione della ricerca che ogni anno coinvolge i fleet manager (5.197 di cui 300 in Italia) di numerosi paesi (20 nel 2021) è stata presentata da Massimiliano Abriola, responsabile di Arval Mobility Observatory in Italia.

Veicoli anche ai non assegnatari. Il primo dato significativo che emerge riguarda l’impatto del Covid-19: il 69% delle imprese italiane indica un legame tra la pandemia e l’evoluzione della propria flotta, dato che sale al 76% se si considerano le PMI. Tuttavia, ciò che è accaduto nel 2020 sta accelerando i cambiamenti. Come detto, il 35% dei gestori si aspetta un incremento della flotta nei prossimi tre anni. Oltre alle prospettive di crescita aziendale e allo sviluppo di nuove attività, motivazione indicata dal 59% delle aziende italiane, è la sicurezza dei driver (e quindi le iniziative legate al welfare aziendale) a essere in vetta delle priorità dei fleet manager: il 27% prevede di fornire ai propri dipendenti un mezzo sicuro di spostamento a causa del Covid-19, il 20% intende disporre di veicoli in sharing destinati agli impiegati e il 18% prevede di proporre mezzi anche ai dipendenti non assegnatari di auto aziendale.

Il futuro è nel noleggio a lungo termine. In questa prospettiva di crescita, il noleggio a lungo termine si conferma come il metodo di finanziamento della flotta in assoluto più scelto dalle aziende, con il 74% di esse che dichiara l’intenzione di ricorrere a questa formula nei prossimi tre anni, dato che cresce fino all’89% nel caso delle grandi aziende con più di mille dipendenti.

L’elettrificazione è già partita ma accelererà. Per quanto riguarda l’altro fronte caldo, quello delle alimentazioni, il 48% dei manager ha dichiarato di avere già inserito nella propria flotta veicoli elettrificati, mentre se si prendono in considerazione anche quelli che lo faranno nei prossimi tre anni, si arriva all’82%. Spiccano, in particolare, le tecnologie ibride (anche plug-in), ma secondo il barometro nei prossimi tre anni vi sarà una crescita sensibile anche del full electric, che dovrebbe arrivare a coinvolgere il 57% delle aziende. E, come abbiamo visto prima, le società spingeranno sulle infrastrutture. Anche a casa dei propri dipendenti.

Mobilità alternativa e mid-term. Un altro aspetto su cui il Covid-19 ha fatto da acceleratore è, infine, la mobilità alternativa. L’86% delle aziende italiane dichiara di aver già adottato soluzioni su questo fronte, o di volerlo fare nei prossimi tre anni (due anni fa intendeva farlo solo il 23%). In particolare, il noleggio a medio termine si conferma in vetta alla classifica delle opzioni, scelto dal 70% dei fleet manager; tra le preferenze, in crescita anche il corporate car sharing e il private lease, entrambi scelti dal 55% delle aziende.

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