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Aniasa
I dolori del giovane settore

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Risolvere le problematiche legate al Documento Unico e alla notifica delle multe alle società di noleggio invece che agli utilizzatori delle auto prese a tempo: sono queste le due grandi criticità per il mondo del noleggio, che il presidente di Aniasa Massimiliano Archiapatti nella recente audizione sul cosiddetto Dl Trasporti dell'1 aprile 2021 n.45, presso la Commissione Lavori pubblici del Senato, ha esposto al mondo della politica e che causano ulteriori perdite alle società del settore in un anno non facile a causa della pandemia. Il presidente dell’associazione confindustriale ha tenuto a sottolineare il valore, per il mondo automotive, del settore che rappresenta: nel 2019, infatti, quest'ultimo ha immatricolato 525.000 veicoli, il 25% del mercato nazionale, fornendo servizi per la mobilità e i trasporti a 85.000 aziende di ogni ambito e dimensione, nonché per le esigenze del turismo nazionale e internazionale, grazie a oltre 5 milioni di contratti di noleggio. Attraverso le convenzioni di Consip Spa, il noleggio fornisce inoltre servizi a 2.900 pubbliche amministrazioni sull’intero territorio e, grazie al veloce turnover, inietta nel mercato dell’usato 300.000 veicoli Euro 6 di ultima generazione, regolarmente tagliandati e con una anzianità media di 8-36 mesi. Usato che annovera anche le prime ibride ed elettriche di seconda mano, visto che ben il 42% delle plug-in e il 35% delle elettriche immatricolate in Italia sono proprio appannaggio del noleggio. 

Documento Unico: tanti problemi. Per il mondo del noleggio, il Documento Unico di Circolazione (DUC) così come concepito oggi ha ben tre aree di criticità per un’attività che sviluppa oltre 1,2 milioni di pratiche automobilistiche all’anno tra acquisti, contratti di buy back, passaggi di proprietà e così via, con singole operazioni spesso superiori a 1.000 unità: non si riescono, infatti, a gestire le immatricolazioni della fine del mese, che notoriamente rappresentano il 30% dei volumi mensili. 30-40 mila targhe in un anno "normale" sono quelle degli ultimi tre giorni. I tempi delle nuove procedure per ogni pratica sono passati da una media di 4 a oltre 20 minuti, rendendo un rischio reale mancato raggiungimento degli obiettivi di immatricolazione mensili. Procedure che richiedono l'esecuzione di ben 21 attività che prevedono, pur con la digitalizzazione dei documenti e delle firme, l'intervento manuale da parte degli operatori in modo asincrono per ogni veicolo acquistato. Come capita in caso di immatricolazioni multiple in un colpo solo, con ciascun mezzo che necessita della digitazione manuale di un codice di 6 cifre. Una pazzia, insomma, che determina un allungamento dei tempi di lavorazione e un conseguente significativo aumento dei costi (+60%) per le società di noleggio. Infine, il trasferimento di proprietà con il contestuale cambio uso non è stato ancora attivato nelle procedure del DUC, rallentando anche le attività di remarketing delle società di noleggio.

Danni per 240 milioni di euro. Un danno milionario per le società di noleggio, oltre che una pericolosa deresponsabilizzazione dei driver, è rappresentato dalla responsabilità solidale nella notifica delle multe ai veri trasgressori: le amministrazioni locali, in sostanza, ritengono le società responsabili in solido per il mancato pagamento delle sanzioni dei veicoli noleggiati. Causando un danno di oltre 240 milioni di euro al settore. Le imprese di locazione veicoli, sin dal 1993, hanno attivato il procedimento previsto dal decreto per la doppia notifica, comunicando agli uffici le generalità del locatario. Eppure, malgrado ciò (anche a causa di sentenze in contrasto della Cassazione), la notifica della multa arriva sempre sulle scrivanie dei locatori che non possono far altro che pagare, con un danno quantificato di 110 euro al giorno, con margini stimati, soprattutto per le piccole e medie imprese del comparto, di circa 18-20 euro per veicolo: "È tempo che si intervenga sul tema con una norma chiara che non lasci spazio a interpretazioni e sancisca la responsabilità unica del driver per le infrazioni commesse", ha tuonato Archiapatti. Norma chiara che è già presente nella riforma del Codice della Strada, purtroppo arenatasi da tempo nelle sabbie della Commisione Trasporti.

COMMENTI

  • Bisognava semplicemente eliminare il PRA con la connessa gestione da parte dell'ACI. Ma anche in questo caso hanno vinto le lobbies dato che senza i ricavi del PRA l'ACI sarebbe fallito