In pochi anni, la coreana Ssangyong si è costruita una gamma di Suv unica sul mercato. Sembra passato un secolo dalla poco aggraziata "Musso", mentre ora, dopo il successo della "Rexton" (disegnata da Giugiaro, il che non ha guastato), si gode le buone vendite della "Kyron" e lancia un altro modello molto simile, ma più compatto e coupeggiante, battezzato "Actyon".

A prima vista, questa 4x4 colpisce per le linee molto originali della carrozzeria: ha un muso quasi da squalo, con il cofano pronunciato e la calandra che rientra in basso, mentre il portellone posteriore è molto inclinato e ricorda una Seat "Altea" o, più alla lontana, l'ormai storica "Alfasud".

Rispetto alla "Kyron", la "Actyon" è più corta di una ventina di centimetri, ma ne eredita gran parte della meccanica. Tanto per cominciare, il motore turbodiesel è lo stesso: il "2.0 Xdi", quattro cilindri common rail, che coi suoi 141 CV (e 310 Nm di coppia) le permette di muoversi con discreta spigliatezza in ogni situazione. E poi è lo stesso anche il sistema di trazione, con le ruote motrici posteriori e la comoda manopola per inserire il 4x4 (bloccando il differenziale centrale) o addirittura le ridotte, per superare passaggi fuoristradistici per i quali, a prima vista, la "Actyon" non sembrerebbe particolarmente tagliata. Diverso, invece, è il cambio automatico a quattro marce (optional da 1700 euro), contro i cinque rapporti dell'ottimo automatico di derivazione Mercedes montato su "Kyron" e "Rexton".

Al volante, la "Actyon 2.0 Xdi 4WD Premium" (28.301 euro) si rivela confortevole e docile ai comandi. La posizione di guida è alta e comoda, anche se il volante va solo su e giù. Lo sterzo è molto demoltiplicato, quindi un po' lento, ma è una caratteristica corretta per una off-road. Infine, i cerchi di lega da 16 pollici (contro gli esagerati 18" della "Kyron") consentono di montare pneumatici a spalla alta (225/75), che sono un vantaggio per il confort e per la marcia fuori dalle strade asfaltate.