Si chiama Citigo la versione della Volkswagen up! con il marchio Skoda, attesa sul mercato italiano a metà del prossimo anno sia a tre sia a cinque porte. I designer della marca ceca, guidati dal capo dello Stile, Jozef Kaban, hanno fatto del loro meglio per dare alla piccola cittadina un carattere proprio pur lavorando con gli stretti vincoli imposti dall'utilizzo di un modello nato con il marchio Volkswagen.
Il frontale è caratterizzato dalla nuova calandra mossa, con il logo collocato sulla lamiera del cofano e, per la prima volta, di colore argento, anziché verde, su fondo nero. I fari, grazie a un'estensione della calotta di plastica verso il paraurti, appaiono più grandi e tondeggianti di quelli della cuginetta Volkswagen. Dietro, il lunotto di vetro non arriva fino al paraurti, ma è spezzato da una fascia orizzontale di lamiera, sulla quale si innestano i fari con il classico motivo a C che è ormai un marchio di fabbrica della Skoda. La linea del finestrino posteriore è più lineare che sulla up!.
Gli interni offrono finiture un po' meno sofisticate e hi-tech rispetto alla Volkswagen, a suggerire una clientela potenziale più attenta al "value for money". "La domanda di vetture piccole e con bassi consumi, a un prezzo vantaggioso e con costi di esercizio ragionevoli è in forte crescita", ha commentato il numero uno della Casa ceca, Winfried Vahland. Ed è chiaro che il differenziale di prezzo rispetto alla up! sarà una delle chiavi di volta del successo o meno della versione Skoda.
Per il resto, la Citigo offre le stesse qualità della up!, tanto spazio in dimensioni esterne contenute (è lunga tre metri e 56 cm e larga 1,65) grazie a un passo – generoso per la categoria – di 2 metri e 42, una capacità del bagagliaio dignitosa, 251 litri (che diventano 951 a sedili abbattuti) e un motore parsimonioso – il 3 cilindri a benzina di un litro - che è offerto nelle varianti da 60 e da 75 CV. Oltre al cambio manuale a cinque marce, entro la fine del 2012 sarà disponibile anche una trasmissione automatica, sempre a cinque rapporti.
Roberto Lo Vecchio
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