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Ferrari Roma: l’ultima sportiva di Maranello è un vero e proprio tributo all’italianità. E per presentarla ai propri clienti la Casa del Cavallino non poteva che scegliere la Città Eterna, dove la nuova 2+2 a motore anteriore ha debuttato in anteprima mondiale con un design estremamente personale. Per il momento il costruttore non ha ufficializzato quando la nuova coupé d'ingresso gamma arriverà sul mercato, ma è ipotizzabile un lancio nel corso del 2020 con prezzi non dissimili da quelli della Portofino.

Portofino coupé? Non proprio.  Pur condividendo l’impostazione meccanica e le dimensioni con la Portofino (la lunghezza cresce di 70 mm fino a 4.656 mm, l’altezza si riduce di 17 mm a 1.301mm e la larghezza aumenta di 44 mm fino a 1.974 mm, mentre il passo rimane invariato a 2.670 mm), la Roma introduce diverse novità di carattere tecnico, a partire dal telaio e dalla scocca, riprogettati con il 70% di componenti inediti per un peso a secco di 1.472 kg. Il propulsore V8 biturbo di 3.9 litri deriva da quello della 2+2 con tetto retraibile elettricamente, ma sulla coupé arriva a erogare 20 CV in più, per un totale di 620 CV tra i 5.750 e i 7.500 giri/min e una coppia massima di 760 Nm tra i 3.000 e i 5.750 giri/min. L’unità sovralimentata sfrutta il sistema Variable Boost Management per garantire una risposta ancor più pronta, mentre nello scarico, dotato di filtro antiparticolato e valvole bypass, sono stati eliminati i silenziatori. All’otto cilindri si abbina il nuovo cambio automatico doppia frizione derivato dalla SF90 Stradale (e non più il sette marce della Portofino, rispetto al quale la nuova trasmissione risulta più leggera di sei chili): la due porte a trazione posteriore può così scattare da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi, toccare i 200 km/h in 9,3 secondi e spingersi oltre i 320 km/h.

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Ispirata alla Dolce vita. La Roma, inoltre, non reinterpreta gli stilemi della Portofino, ma si presenta con una veste estetica totalmente diversa. Il centro stile di Maranello si è ispirato alla raffinatezza della Dolce vita, il periodo che tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60 ha ribadito ulteriormente l’eleganza italiana nel mondo. Fiancate pulite, con maniglie a scomparsa, passaruota muscolosi e un frontale ispirato ai modelli del passato, come le 250 GT Berlinetta lusso e 250 GT 2+2, rendono la Roma particolarmente filante. Sul frontale debuttano una calandra dal design inedito, con una griglia fatta d’aperture che si rimpiccioliscono progressivamente verso i lati, fari Led ispirati ai proiettori delle Monza e un paraurti di nuova concezione. Quest’ultimo è caratterizzato da un prominente splitter di fibra di carbonio sovrastato da una grande presa d’aria che lo attraversa quasi per tutta la sua larghezza, reinterpretando il concetto stesso di calandra: le paratie che convogliano l’aria verso i vari scambiatori di calore sono ora nascoste da un’unica griglia. Il carbonio caratterizza anche l’estrattore posteriore, nel quale sono integrati anche i quattro terminali di scarico: proprio il diffusore è il principale elemento aerodinamico della coda. Per preservare l’eleganza stilistica i designer hanno sviluppato un’ala mobile integrata nel lunotto posteriore che si apre automaticamente alle alte velocità per aumentare il carico aerodinamico sul retrotreno.

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Tre schermi e due “cellule”. Totalmente nuovo è anche l’approccio adottato per il design degli interni, caratterizzati da due “cellule” separate, una per il guidatore e l’altra per il passeggero. Basato sul concetto di Dual Cockpit già introdotto su altri modelli della casa, l’abitacolo è caratterizzato da tre differenti schermi: un nuovo infotainment verticale da 8,4”, un display per il passeggero e un quadro strumenti digitale da ben 16”. Nuovi sono anche il volante con comandi touch, attraverso i quali il guidatore può accedere a tutte le principali funzioni dell’auto senza dover staccare le mani dalla corona, e la chiave con funzione Comfort Access, che consente di accedere al veicolo semplicemente premendo un pulsante posizionato a fianco delle maniglie a scomparsa delle portiere. Il bagagliaio, infine, ha un volume che varia da un minimo di 272 litri a un massimo di 345 litri.

La tecnologia. L’estetica della vettura è caratterizzata anche dalla presenza di una doppia fanaleria Led posteriore a forma di gemma e nuovi gruppi ottici anteriori Matrix Led con barra luminosa orizzontale ispirata alle Monza SP1 e SP2. Come da tradizione le nuove tecnologie si mettono anche al servizio della sicurezza: la Ferrari Roma dispone del Side Slip Control 6.0 con manettino a cinque posizioni, un dispositivo finora appannaggio dei modelli più prestazionali, e del Ferrari Dynamic Enhancer. Quest’ultimo, agendo sull’impianto frenante, controlla l’angolo di imbardata della vettura. A richiesta sono inoltre disponibili dei sistemi di aiuto e assistenza alla guida, tra i quali figura anche il cruise control adattivo.

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