Nuovi Modelli

Kia EV6
Ecco la prima elettrica nativa

Kia EV6
Ecco la prima elettrica nativa
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Arriva a distanza di due settimane dal varo della Ioniq 5, che salpa dalla sponda Hyundai, e ribadisce che il gruppo coreano, sul fronte dell’elettrico, fa dannatamente sul serio: la Kia ha svelato la EV6, secondo modello a nascere sulla nuova piattaforma modulare E-Gmp e soprattutto indicazione dell’intero futuro stilistico del marchio di Seoul.

Si parla solo di design. È a questo modello strategico per eccellenza che il direttore dello stile Karim Habib ha affidato il compito di portare al debutto il nuovo corso del design della Casa. Ed è frutto di una scelta molto precisa la circostanza per cui, a corredo delle prime fotografie diramate agli organi d’informazione, non siano state inserite indicazioni tecniche riguardo dimensioni, autonomia o prestazioni (quelle arriveranno nelle prossime settimane), ma soltanto riferimenti legati al risultato estetico e alla filosofia che l’ha prodotto.

Opposites united. Questa filosofia, battezzata “Opposites united”, consiste secondo i suoi ideatori nella sintesi di “contrasti ed energie contrapposte” che una volta tradotti in linguaggio formale danno vita a un’identità “inedita e distintiva”, per riprendere le espressioni scelte dalla Casa. Nell’adottare questo nuovo corso, la EV6 è capofila: tutte le Kia di prossima generazione che verranno dopo di lei, si adegueranno al nuovo dettato.

Tigre digitale. Uno dei tratti salienti della linea della EV6 è probabilmente il muso: qui viene messo in gioco quello che può essere considerato l’erede della griglia “Tiger nose”, introdotta da Peter Schreyer e consolidatasi nel tempo come firma stilistica del marchio. Al suo posto entra in campo la “Digital tiger face”, un sistema di elementi formali che riprende l’andamento con la calandra sottile a unire i gruppi ottici e lo reinterpreta in chiave contemporanea.

La fiancata. La vista laterale della EV6 la identifica a pieno titolo come crossover e mette in mostra altri aspetti interessanti, come la presenza visiva forte di un volume frontale – che non è stato fuso con la curva del parabrezza e del padiglione – e quella di parafanghi molto accentuati, sebbene morbidi nel trattamento delle superfici.

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In coda, le ragioni dell’aerodinamica. Alla coda conduce lo sguardo il bordo inferiore delle portiere, che si alza prima di incrociare il passaruota posteriore e si trasforma nel gruppo ottico, sottilissimo, che attraversa il posteriore per tutta la larghezza. Qui le istanze dominanti sono quelle dell’aerodinamica: la nervatura costituita dalla fanaleria assolve alla funzione di spoiler inferiore e collabora con l’omologo posto sopra il lunotto (inclinatissimo) per ridurre al massimo le turbolenze e migliorare così l’efficienza complessiva del corpo vettura.

La ricerca dello spazio. Per quello che riguarda gli interni, da brava elettrica la EV6 offre come sua carta migliore quella dell’abitabilità, frutto da un lato dei ridotti ingombri meccanici, dall’altro della presenza di un fondo dell’abitacolo completamente piatto. L’ambiente, oltre che insolitamente spazioso, si presenta anche diverso dall’abituale in termini di interfaccia, dal momento che qui fa la sua prima comparsa un nuovo elemento con singolo display panoramico e curvo, che accorpa il quadro strumenti e lo schermo centrale destinato a infotainment e navigazione.

Essenzialità. Alla ricchezza digitale fa da contrappunto la semplicità delle linee: pochi tasti, essenzialmente quelli destinati alla climatizzazione, impressione generale di ordine e funzionalità e sedili dalla struttura particolarmente sottile, a ribadire la ricerca dell’essenzialità e della tranquillità a bordo che allinea la EV6 alle elettriche di nuova generazione.

COMMENTI

  • Tecnicamente sarà anche valida ma in fatto di design lascia a desiderare. L’interno é un miscuglio di BMW e Mercedes , quel volante é inguardabile.
  • le auto belle sono un'altra cosa
  • Tutte a seduta alta...un po' perche' lo chiede il mercato, un po' perche' il pacco delle batterie e gli attacchi lo necessitano. Il risultato e' che snellire ed allungare queste auto non e' facile. Qui non sembra ci abbiano provato nemmeno. Tipo la Polar 2.
  • Complimenti. Molto bella specie gli interni. Secondo me più interessante della Hyundai Ioniq 5. Ma la Kia ha disegnatori italiani?
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  • Tutta sta manfrina sul tiger nose che è divenuto digitale per non dire che il muso è copiato dalla VW iD3. Alla faccia della chiarezza: la comunicazione delle aziende è veramente ridicola, come se la gente poi non se ne accorgesse. Per il resto, questa EV6 mi sembra decisamente più riuscita della tedesca da cui si è ispirata