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Ferrari
Il V12 termico ha ancora cose da dire

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Il V12 termico ha ancora cose da dire
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Gli 830 cavalli erogati al regime di 9.500 giri al minuto della 812 Competizione potrebbero non rappresentare ancora il picco della ricerca sul V12 Ferrari. Michael Leiters, chief technical officer, nel contesto della presentazione delle versioni speciali limitate della top di gamma a motore anteriore ha lasciato aperto uno spiraglio per un’ulteriore espressione della tecnologia tradizionale legata al motore a combustione più iconico della Casa, senza ricorrere all’elettrificazione. Sul futuro di medio periodo, con possibili soluzioni ibride, a Maranello, non si sono sbilanciati. “Il V12 fa parte della nostra storia, anzi ne costituisce il cuore, e stiamo cercando di identificare possibili soluzioni per tenerlo in vita”, è tutto ciò che ha dichiarato. Ma ha aggiunto che nell’ambito della partnership con la Shell la Ferrari sta lavorando a diversi progetti di cui uno riguarda l’esplorazione delle prospettive sui carburanti sintetici. Una direzione verso la quale, come noto, si sta orientando la Formula 1, ma che potrebbe avere ricadute anche sulle auto stradali.

Il prezzo dell’esclusività. Dunque, se la F8 Tributo rappresenta l’omaggio alla stagione dei V8 endotermici puri, dato che dopo di lei è arrivata la SF90, che quel propulsore lo ha sposato con l’energia elettrica, sembra che la 812 Competizione possa non essere l’ultima chiamata per il V12 “nature”, senza cioè aiutini. Staremo a vedere. Intanto, la chiacchierata con la stampa internazionale è stata anche l’occasione per dichiarare i prezzi per il mercato italiano delle due versioni speciali della 812: 499 mila euro per la coupé e 578 mila per l’aperta, in linea con la tiratura limitata a 999 esemplari per la Competizione e a 549 per la Competizione A. “Il mio lavoro nelle prossime settimane sarà di spiegare a tanti affezionati clienti perché non saremo in grado di soddisfare la loro richiesta. Del resto, è proprio per il rispetto dei clienti che vogliamo offrire loro qualcosa che resti esclusivo”, ha detto Enrico Galliera, chief commercial officer.

Una lama nel cofano. Flavio Manzoni, chief design officer, ha spiegato invece le radici dell’ispirazione che ripercorre la storia del marchio fino ad auto come la 250 GT Stirling Moss, per esempio, che ha suggerito la visione della fascia trasversale sul cofano. “Non prendiamo mai pedissequamente un elemento visivo della storia Ferrari e lo trasportiamo su un nuovo modello. Si tratta perlopiù di suggestioni, che reinterpretiamo sempre in chiave contemporanea. Qui ci è piaciuta l’idea di sostituire ai consueti sfoghi d’aria che si impiegano per auto di queste potenze proprio una fascia trasversale, dandole però un trattamento fisico, tridimensionale, attraverso la creazione di una fenditura nel cofano in cui abbiamo inserito la lama di carbonio”. Così i designer del centro stile sono riusciti a dare un’interpretazione diversa a un elemento la cui primaria esigenza è funzionale, poiché risponde a esigenze di raffreddamento degli organi meccanici e di aerodinamica.

Così è nato il lunotto. “L’aerodinamica è la nostra fonte di ispirazione maggiore”, aggiunge il designer. “Il dialogo con il dipartimento di aerodinamica è costante e si alimenta di un flusso bidirezionale: gli input vengono sia dai tecnici dei flussi d’aria sia dai designer. E ci confrontiamo di continuo. Poi la nostra sfida, e il trucco che apre le porte al bello, è trasformare i loro desiderata in qualcosa di artistico”. Vale anche per la copertura del lunotto, che riecheggia, tra le altre cose, la mitica F40. Quella che pare una griglia di raffreddamento, che però non avrebbe senso su una vettura a motore anteriore, nasce anche in questo caso da esigenze di aerodinamica, per generare vortici che aumentano la deportanza (80 kg in più rispetto alla 812 Superfast). “Al centro stile”, racconta Manzoni, “l’abbiamo vista subito come un’opportunità che ci avrebbe permesso di cambiare visivamente le proporzioni dell’auto, facendo sembrare il muso più corto e la coda più lunga, differenziandola così dal modello di origine”.    

COMMENTI

  • Non acquisterei mai una Ferrari per aprire il cofano e vedere un motore da lavatrice !
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  • Prima del V12, che rimarra' sempre piu' come rarita' per i soliti sospetti, e' la Formula1 ad avvicinarsi ogni anno alla fine inclemente. Immagino ci sia un Salvage Plan, una Exit Strategy, una Metamorfosi gia' imbastita. Magari si comprano la FormulaE, magari convergono. Ma uno dei suoi propositi, sviluppare tecnologie che poi scendono ai comuni mortali sta venendo meno. Tra 5 anni potrebbe sembrarci elefantiaca ed anacronistica ed i brand coinvolti potrebbero cominciare a non vederne piu' un ritorno.